“Questa è una data importante perché è finito lo schifo del fascismo”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico a margine della cerimonia per la Liberazione al Mausoleo di Posillipo.  “Questo è un giorno in cui dobbiamo rendere onore a chi ci ha liberato – ha dichiarato – L’Italia è risorta quando siamo entrati in una Repubblica straordinaria con una straordinaria Costituzione ed è finito lo schifo del fascismo. Da allora sono stati raggiunti traguardi enormi e che ci hanno portato ai valori che abbiamo oggi e che non dobbiamo mai dare per scontati. Il fatto che io sia Presidente della Camera, senza essere figlio di un politico, significa che ci si può esprimere per parlare ed esprimere le proprie idee, che c’è democrazia. Un questi anni è stato fatto un percorso che dalla Liberazione e dalla caduta del fascismo ci ha portato a compiere tanti passi avanti”.
 

Il presidente della Camera ha commentato anche lo striscione inneggiante a Mussolini apparso a Milano: “Molto facile esporre oggi quello striscione – ha detto Fico – ma sarebbe stato molto più difficile fare il contrario ovvero esporre striscione che inneggiava agli ideali democratici in epoca fascista”. E sul caso del ministro Matteo Salvini, che non ha partecipato alla celebrazioni, non risponde esplicitamente alle domande dei cronisti ma afferma: “Come istituzioni ci fondiamo sull’antifascismo e questo non è in discussione, che uno lo dica o non lo dica”.

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Non usa invece mezzi termini il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che alla stessa domanda risponde: “È vergognoso. Chi rappresenta il Paese attraverso il Governo non può rinnegare implicitamente o esplicitamente l’importanza del 25 Aprile. Chi lo fa, anche in modo subdolo o per metterla in confusione, alla fine fa un tradimento al giuramento che presta quando diventa ministro o rappresentante del Governo”.

De Magistris, a margine della cerimonia che si è svolta al Mausoleo di Posillipo,  ha affermato che “su questo non si deve essere tenui né fare sconti a nessuno. È molto grave – ha aggiunto – far passare l’idea che il 25 Aprile sia una festa come un’altra. Oggi è un giorno importante che bisogna sempre rinnovare e Napoli sarà sempre antifascista perché ha nel suo DNA i valori di libertà, giustizia e uguaglianza”.
 

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Categorico anche il presidente dell’Anpi Antonio Amoretti, 94 anni, partigiano delle Quattro giornate: “Questa è una data importantissima che non va trascurata – afferma Amoretti -. Non va messa nell’oblio come stanno cercando di fare quelli che sono al Governo. Stanno accadendo cose terribili nel nostro Paese. Ogni persona normale che si ritrova negli ideali della nostra Costituzione scritta col sangue di migliaia di giovani e di donne senza le quali non vi sarebbe stata la liberazione. E ricordiamoci sempre che il Meridione ha dato un enorme contributo”.
 


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