ROMA – Lapidi sfregiate, corone incendiate, memorie imbrattate. Dalla Sicilia alla Lombardia escalation di atti vandalici iniziati alla vigilia del 25 aprile e culminati nella giornata della Liberazione.

Svastiche e croci celtiche sono state disegnate sui muri del centro storico di Marsala: n via Andrea D’Anna, a circa 150 metri di distanza da largo San Girolamo, dove una lapide ricorda i partigiani marsalesi morti, in combattimento o fucilati, tra il 1943 e il ’45.  Le simbologie naziste sono vergate con vernice spray nera. In precedenza, frasi come “Boia chi molla”, con le O trasformate in croci celtiche, e il simbolo delle SS, erano comparse su un muro di piazza Marconi. Già lo scorso anno il Comune ha fatto cancellare diverse scritte in diverse zone della città, anche se gli amministratori cittadini fecero notare di non potere intervenire sui muri degli edifici privati. Ai primi di febbraio 2018, sul muro accanto alla sede del Pd, in via Stefano Frisella, e su quello della “palestra Grillo”, in piazza Marconi, alcune scritte inneggiavano a Luca Traini, l’estremista di destra che ha sparato a sei immigrati a Macerata.

Imbrattata con vernice spray la lapide, al palazzo comunale di Scarlino (Grosseto), in memoria del partigiano Flavio Agresti, medaglia d’oro al valor militare. Ferma la condanna del sindaco Marcello Stella e dei rappresentanti delle forze politiche presenti stamani per la deposizione della corona, nonché dei cittadini intervenuti per la cerimonia per il 25 aprile. “Un gesto che voglio augurarmi sia solo frutto dell’ignoranza e della stupidità di qualcuno, che ha pensato di infangare la memoria di questo nostro illustre concittadino, senza conoscerne la storia e cosa rappresenta per tutti noi”, ha detto il sindaco Marcello Stella. Il Comune ha annunciato che sporgerà denuncia alle autorità competenti.

A Milano la corona posta accanto alla lapide che ricorda un partigiano, Carlo Ciocca, è stata incendiata la scorsa notte a Milano. I danni sono stati limitati alla sola lapide che si trova in via Palmieri, nel popolare quartiere Stadera. Secondo la polizia, intervenuta intorno a mezzanotte, ad appiccare il fuoco con un accendino sarebbe stata una sola persona vista allontanarsi in fretta da due testimoni che poi hanno spento le fiamme.

“Siamo di fronte ad un’evidente escalation di provocazioni del mondo neofascista. L’episodio vergognoso dello striscione di ieri e l’atto vandalico della scorsa notte alla corona di un partigiano sono lì a dimostralo”. A dirlo Roberto Cenati, presidente provinciale dell’Anpi di Milano. “Basta applicare le leggi – ha aggiunto – che ci sono, ma la volontà politica è mancata in passato e manca anche oggi”.

Alla vigilia del 25 aprile è stata anche danneggiata, a Bologna, una lapide nella zona della Bolognina, fatta costruire dall’Anpi, per ricordare la Resistenza, ma anche il crollo del muro di Berlino. Nella notte, infatti, ignoti hanno frantumato la lapide che si trova in piazza dell’Unità e ci hanno tracciato sopra una falce e martello con la stella con una bomboletta spray rossa.

 


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