A Bologna il concerto anarchico per De André: contestato Salvini


A Bologna il concerto anarchico per De André: contestato Salvini
(eikon)

Cori contro il ministro: “Faber non avrebbe lasciato in mare i migranti”. Chitarre ed emozioni, oltre mille in piazza Maggiore a vent’anni dalla scomparsa del cantautore

BOLOGNA – “Bocca di rosa”, “Don Raffaè”, “Via del campo” sono solo alcuni dei capolavori del cantautore genovese, scomparso vent’anni fa, che ieri a Bologna sono stati intonati in una piazza Maggiore stracolma. Oltre mille persone si sono date appuntamento tramite i social network sul crescentone, un vero e proprio concerto improvvisato: “Faber quanto ci manchi”. Alle 22, in contemporanea con le altre città in cui si svolgeva lo stesso evento è stato intonato “Il pescatore” e subito dopo sono partiti cori contro Matteo Salvini.

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Il ministro degli Interni ha sempre rivendicato il suo amore per il cantautore, pur riconoscendo che non avrebbe condiviso la sua linea politica. Riprova ne è che tra i concertisti improvvisati è scattata la contestazione. Con un post su Facebook Salvini aveva ricordato De André citando un verso de “Il pescatore”. E i cori sono partiti dopo che è stata cantata la canzone. “De André avrebbe fatto azioni diverse – spiega Giulia Nobilini, tra le organizzatrici dell’evento – non lasciando in mezzo al mare persone bisognose d’aiuto, ma accogliendole come ha fatto nella vita nonostante si professasse anarchico”.

L’idea è nata a Milano, a Bologna mancava. Così Michele Buso, anche lui tra i promotori dell’evento per Faber, ha creato l’evento su Facebook. E la risposta è stata di tante persone, giovani e non solo. “Manca – osserva Michele – una persona in grado di dire quello che diceva lui, come lo diceva lui, con la sua poetica”. E via con le note di “La ballata dell’amore cieco”, “Dolcenera”, “Don Raffae’…un “concerto anarchico” fra cori, chitarre e nostalgia.

12 gennaio 2019 – Aggiornato alle





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