Addio – ma in tanti sperano che sia un arrivederci – a TemporAlert, l’app tutta piemontese in grado di predire con buona tempestività la formazione di nuvole da cui potrebbero scaturire temporali, grandine, fulmini o forti raffiche di vento. Fornisce infatti, grazie ai radar meteorologici, mappe che descrivono la situazione meteo del Piemonte e di una larga area circostante, e grazie a un sistema di georeferenziazione può avvisare tramite una notifica se una qualche forma di tempesta sia in arrivo.

Il motivo dello stop, che scatterà da giovedì, non è un calo degli utenti, che anzi sono in costante crescita grazie al buon funzionamento, all’utilità e alla facilità d’uso dell’app, ma un cambiamento deciso da Google. Come spiegano i gestori, “il giorno 11 aprile prossimo, Google spegnerà il servizio Google Cloud Messaging su cui è basata l’app TemporAlert per l’invio dei messaggi di allerta per temporali. Questo renderà l’applicazione non funzionante e per questo motivo ci vediamo costretti a chiuderla ed eliminarla dallo store”.

Addio a TemporAlert, l'app piemontese che prevede i nubifragi: tutta "colpa" di Google

Una serie di schermate di TemporAlert

Questo non è dovuto, spiega che gestisce l’app, “né a causa dell’applicazione creata da Csp Piemonte né al servizio dati di Arpa Piemonte, ma è un problema generato dall’evoluzione della piattaforma Google. Ringraziamo tutti gli utenti che in questi anni hanno seguito con interesse l’applicazione e che ne hanno apprezzato lo scopo. Così come ringraziamo tutti i commenti che ci hanno aiutato a migliorarla contribuendo così a fornire un miglior servizio”.

Addio a TemporAlert, l'app piemontese che prevede i nubifragi: tutta "colpa" di Google

Il comunicato di TemporAlert diffuso oggi che annuncia la chiusura

Per TemporAlert non è laprima disavventura: due anni fa, infatti, l’app rischiò di chiudere a causa dello sviluppo di un’altra applicazione “gemella” da parte di Arpa Piemonte, LiveStorm: dopo settimane di tensione, tuttavia, si trovò il modo di far convivere le due app. Stavolta, invece, il problema sembra molto più difficile da risolvere. 


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