KABUL – Circa 100 persone sono state colpite, questa mattina, da una serie di esplosioni nel quartiere PD16 – police district 16 – di Kabul, la capitale afgana. L’attacco è avvenuto proprio mentre a Doha sono in corso i colloqui di pace tra USA e forze anti-governative volti a porre fine a una guerra cominciata il 7 ottobre del 2001. Erano all’incirca le 9 del mattino, le strade erano piene di gente. Nel quartiere dove è avvenuta l’esplosione sorgono edifici militari e governativi, la Federcalcio afgana e il Consiglio afgano per il cricket. È un’area nella quale ci sono tante scuole, infatti molte delle vittime sono bambini.
 
Il bilancio agghiacciante delle vittime civili. “C’è stata una grande esplosione, poi una serie di esplosioni più piccole – racconta Marco Puntin, coordinatore dei programmi di  EMERGENCY – al nostro Centro chirurgico per vittime di guerra, abbiamo ricevuto 45 pazienti, 22 ammessi per cure chirurgiche mentre 23 sono stati trattati ambulatorialmente. Due di questi, purtroppo, sono morti… uno di loro era un bambino. Tra i pazienti ricevuti oggi ci sono 17 minorenni. E ci sono ancora pazienti in arrivo.”  Secondo l’ultimo report UNAMA, nei primi tre mesi del 2019, la guerra in Afghanistan ha causato 1.773 vittime civili, di cui 582 bambini. In questi tre mesi sono stati 18 gli incidenti che hanno coinvolto strutture educative e 26 quelli che hanno coinvolto strutture sanitarie.
 
L’ormai lungo “soggiorno” di EMERGENCY in Afghanistan. Le équipe dell’organizzazione fondata da Gino Strada è a Kabul dal 2001, con il Centro chirurgico che offre cure alle vittime della guerra che, nei primi 5 mesi del 2019, ha ammesso 1.414 pazienti, il 15% dei quali ha meno di 14 anni. Ogni giorno, nel nostro ospedale, arrivano 9 nuovi pazienti vittime della guerra infinita: il 56% di loro sono vittime di arma da fuoco, il 32% di schegge e mine.
 

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