ROMA – Sono 9.272 le scuole chiuse per la crescente insicurezza in 8 Paesi, il triplo rispetto al 2017. Lo dice l’ultimo preoccupante rapporto dell’UNICEF, “Istruzione a rischio in Africa occidentale e centrale”. Più di 1,9 milioni di bambini sono stati costretti a lasciare la scuola in Africa occidentale e centrale a causa dell’aumento degli attacchi e delle minacce di violenza contro l’istruzione in tutta la regione.

Deficit di fondi del 72%. I bambini che vivono nelle aree di conflitto dell’Africa occidentale e centrale rappresentano 1 bambino su 4 in tutto il mondo che ha bisogno di sostegno umanitario, compresa l’istruzione e altri servizi critici per l’apprendimento. Tuttavia, al 12 agosto si registrava un deficit di fondi pari al 72% per portare avanti i programmi a sostegno di questi bambini.

Triplicate in tre anni le scuole chiuse. Al giugno 2019, 9.272 scuole sono state chiuse in Burkina Faso, Camerun, Ciad, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Niger e Nigeria a causa dell’insicurezza. – il triplo del numero registrato alla fine del 2017. In Camerun più di 4.400 scuole chiuse con la forza, più di duemila in Burkina Faso, più di 900 in Mali. I quattro Paesi colpiti dalla crisi nel bacino del Ciad – Camerun, Ciad, Niger e Nigeria – si sono mantenuti all’incirca allo stesso livello elevato, oscillando da 981 a 1.054, tra la fine del 2017 e giugno 2019.

Approcci didattici nuovi e flessibili. Con più di 40 milioni di bambini tra i 6 e i 14 anni che perdono il loro diritto all’istruzione in Africa occidentale e centrale, è fondamentale che i governi e i loro partner lavorino per diversificare le opzioni disponibili per un’istruzione di qualità”, ha detto Marie-Pierre Poirier, Direttore regionale dell’UNICEF per l’Africa occidentale e centrale. “Modelli culturalmente idonei con approcci innovativi, inclusivi e flessibili, che soddisfano gli standard di apprendimento di qualità, possono aiutare a raggiungere molti bambini, specialmente in situazioni di conflitto” .

Cosa sta facendo l’UNICEF. Lavora con le autorità e le comunità educative per sostenere opportunità di apprendimento alternative, tra cui centri di apprendimento comunitari, programmi scolastici radiofonici, tecnologie per l’insegnamento e l’apprendimento e iniziative di apprendimento nelle comunità religiose. L’UNICEF fornisce anche strumenti per gli insegnanti che lavorano in luoghi pericolosi, e sostegno psicosociale e assistenza ai bambini in età scolare che portano le cicatrici emotive della violenze.

Le linee guida del Rapporto.
– Gli Stati devono proteggere l’istruzione, appoggiare ed  attuare la Dichiarazione sulle scuole sicure.
– L’insegnamento e l’apprendimento devono essere orientati a costruire la pace e sostenere l’istruzione delle bambine.
– Tutti i bambini, compresi i bambini rifugiati, migranti e sfollati, devono essere in grado di continuare ad apprendere.
– I genitori e le comunità devono essere partner essenziali per garantire che i bambini, specialmente le ragazze, abbiano accesso ad un’istruzione di qualità.
– I governi donatori devono impegnarsi in finanziamenti pluriennali e flessibili per sostenere l’istruzione nelle emergenze e creare collegamenti con la programmazione nell’istruzione a lungo termine.


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