(Da bordo della Mare Ionio) – “Imbarchiamo acqua. Correte, stiamo annegando tutti”. L’ultimo disperato messaggio è delle 19 e 32. A inviarlo, un gommone in avaria nelle acque libiche più o meno di fronte alla città di Zuwara. A bordo, stando alle prime indicazioni fornite dai volontari del servizio telefonico Alarm Phone (che raccoglie 24 ore al giorno le segnalazioni di imbarcazioni in avaria nel Mediterraneo), ci sarebbero 120 persone tra cui donne e bambini.

In questo momento, motori al massimo, si stanno dirigendo sul posto la nave dell’Ong spagnola Open Arms, e il rimorchiatore italiano Mare Ionio del progetto Mediterranea, con a bordo, fra gli altri, il parlamentare di Leu, Nicola Fratoianni. Alle 22.09, le due imbarcazioni si trovano però a circa 80 miglia di distanza dal punto da cui è provenuto l’allarme, e dunque ci vorranno ancora circa otto ore di navigazione.

La Guardia Costiera libica – che sarebbe territorialmente competente dato che  il “distress” è avvenuto nella sua zona Sar (search and rescue) – pur sollecitata più volte dai volontari, non ha emesso nessun allarme generale “Navtext” (come invece avrebbe dovuto fare)  e non risponde né ai numeri d’emergenza né alle mail e dunque non è possibile sapere se stia provvedendo o meno al salvataggio. A quanto risulta ufficiosamente alla Guardia Costiera italiana, però,  anche una motovedetta di Tripoli “si starebbe dirigendo sul posto”. Ma non ci sono conferme ufficiali.

A fornire le coordinate sono stati proprio gli italiani che, avvertiti sin dal primo minuto dal ponte di comando della Mare Ionio, ha localizzato il numero del telefono satellitare Thuraya che aveva fatto la prima chiamata (ore 16,15 circa) e ha potuto fornire sia agli attivisti sia alla guardia costiera libica (che però non dà alcun riscontro) le coordinate corrette per effettuare il salvataggio del gommone.
Le condizioni del mare, al momento, sono discrete ma sembrano destinate a peggiorare rapidamente nelle prossime ore.


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Mario Calabresi
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