QUANTA ne produciamo, che fine fa, come e quanto inquina, come gli ecosistemi ne pagano le conseguenze? Al Jova Beach Tour i riflettori sono in realtà puntati sulla plastica, tra i nemici più indistruttibili del pianeta. Lo ricorda il Wwf che supporta i live di Jovanotti, oggi a Lignano Sabbiadoro, dando i numeri dell’inquinamento e lanciando il Summer quiz online per promuovere l’adozione di stili di vita sostenibile.

Tra le domande anche alcune curiosità sul fratino, un uccello che nidifica sul litorale e che si è trovato al centro delle polemiche di alcuni ambientalisti e ornitologi sui social. Ma come il fratino, sono tante, troppe le specie animali che rischiano di essere decimate, compromesse o addiruttura di sparire. Il tour sulle spiagge italiane di Jovanotti, ribadisce l’associazione che da anni studia e protegge il fratino, punta a creare questa consapevolezza

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La portata dell’emergenza in Italia

Ogni anno vengono disperse nei mari italiani 53 mila tonnellate di rifiuti plastici. Il 4% viene trasportato dai fiumi, di cui il 3% viene dal Po che, con le sue 1350 tonnellate di rifiuti plastici l’anno trasportate in mare, rappresenta la decima maggiore fonte di inquinamento del Mediterraneo. L’1% (pari a 600 tonnellate l’anno), invece, viene riversato dal Tevere.

Il 18% (9.500 tonnellate l’anno) proviene da pesca, acquacultura e navigazione. Il 78% (41.400 tonnellate l’anno) dell’inquinamento da plastica proviene dalle attività costiere e dipende dalla gestione inefficace dei rifiuti, da intensi flussi turistici e da attività ricreative. Le città costiere italiane che producono più rifiuti sono Catania, Venezia, Bari, Roma, Palermo e Napoli.

Che fine fanno questi rifiuti? Dopo la dispersione il 65% della plastica rimane sulla superficie per un anno e viaggia, spinta da venti e correnti per circa 10 anni. L’80% di questa plastica terminerà il proprio viaggio finendo sulle coste. Il 24% (12.600 tonnellate) della plastica dispersa dall’Italia nel Mediterraneo ritorna sulle nostre coste entro 1 anno; a questa si aggiunge un ulteriore 2% che arriva da altri paesi. L’11% della plastica si deposita sui fondali marini che sono quasi impossibili da ripulire.

Nel 2017, 28 milioni di turisti hanno visitato le località costiere italiane, il 60% delle presenze registrate nel Paese (pari a 50 milioni). Il turismo costiero genera il 12% del PIL nazionale annuale del turismo, crea 200.000 posti di lavoro nei settori dei trasporti, pernottamenti. L’inquinamento da plastica può compromettere l’afflusso turistico, soprattutto nelle zone marittime: ogni anno a causa della presenza di plastica il settore turistico perde 30 milioni di euro. In generale, La “blue economy” italiana, la terza più grande in Europa, perde circa 67 mln di euro l’anno a causa dell’inquinamento da turismo plastica.

Gli hotspot italiani

Una delle aree costiere maggiormente colpite dall’inquinamento da plastica è proprio quella adriatica da cui parte il Jova Beach Party. Questi le aree maggiormente colpite dall’inquinamento da plastica: Delta del Po e Venezia (1.884 tonnellate ogni anno di rifiuti plastici sulle coste; 18,2 chilogrammi al giorno di rifiuti plastici per chilometro).

Sicilia (1.409 tonnellate ogni anno di rifiuti plastici sulle coste; 9,6 chilogrammi al giorno di rifiuti plastici per chilometro). Campania (838 tonnellate ogni anno di rifiuti plastici sulle coste; 12,5 chilogrammi al giorno di rifiuti plastici per chilometro), Marche (821 tonnellate ogni anno rifiuti plastici sulle coste; 8,2 chilogrammi al giorno rifiuti plastici per chilometro).

#StopPlasticPollution: la campagna sui social

Al grido di #StopPlasticPollution prosegue dunque l’azione sul campo del Wwf che dalla spiaggia di Lignano Sabbiadoro ricorda, con le parole della presidente Donatella Bianchi: “Ora o mai più! Il count down per sconfiggere il più subdolo e invasivo nemico del mare è cominciato. La plastica è ovunque oramai, in tutti i mari e oceani del mondo e li sta soffocando. Le parole chiave del Jova Beach Party sono divertimento e gioia ma anche responsabilità e consapevolezza dei nostri gesti. Perché sono proprio i nostri gesti che possono cambiare il mondo, cominciando dal quotidiano. Siamo sicuri che Lorenzo, i suoi ospiti, i suoi fan e di tutti coloro che vivranno il Jova Beach Party saranno uno straordinario amplificatore nei confronti per orientare consumi, mobilitare istituzioni, imprese e cittadini: Now or Never”.

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