OLTRE 850 salmoni morti o forse anche di più. E’ la strage registrata dagli studiosi che hanno fatto parte di una spedizione in Alaska lungo il fiume Koyokuk guidata da Stephanie Quinn-Davidson, direttrice della commissione ittica dello Yukon. Obiettivo: verificare una moria di salmoni senza precedenti di tutte le specie, da quello rosso a quello rosa, segnalata nella zona.

Secondo gli studiosi il bilancio potrebbe essere dieci volte maggiore di quello registrato, risultato inequivocabile di cambiamenti climatici che hanno danneggiato l’habitat dei pesci.

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In assenza di tracce di lesioni e dopo aver escluso la presenza di parassiti o infezioni, gli esperti hanno messo in relazione la strage con la temperatura dell’acqua risultata sopra gli 81.7 gradi Fahrenheit (27 gradi Celsius), quando dal 2002 non aveva mai superato i 76 gradi (24,4).

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Carlo Verdelli
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