MILANO – Una mail dell’Alitalia arrivata nella notte di ieri ha mandato all’aria (almeno per qualche ora) i programmi estivi di quasi 80mila italiani che hanno prenotato i voli da Milano e Roma a Olbia dell’ex-compagnia di bandiera.  La colpa del caos – diciamolo subito – non è solo della società in amministrazione straordinaria. Il messaggio arrivato nella casella elettronica dei suoi passeggeri è stato però lo stesso per tutti – soprattutto per chi aveva la partenza in programma nei prossimi giorni – un colpo basso. “Il suo volo ha subito la seguente modifica, ci scusiamo per il disagio” comunicavano a qualcuno spostando orari e a volte giorni di partenza. Peccato che in qualche caso i genitori fossero sistemati su un aereo e i fgili su un altro. Ad altri è stata semplicemente comunicata la cancellazione del volo con allegato un numero dedicato da contattare per trovare soluzioni alternative. Peccato che quel numero di telefono per quasi tutta la giornata sia stato irraggiungibile malgrado Alitalia abbia aggiunto 390 linee dedicate e aumentato del 40% gli organici del call center.

Risultato: migliaia di persone non erano riuscite a metà pomeriggio a contattare la compagnia per capire se sarebbero riusciti o meno a partire per le vacanze. La risposta che hanno avuto i fortunati che sono riusciti a contattare gli operatori è uguale per tutti (in base ai diritti dei passeggeri in casi di questo tipo): la società offre in prima battuta ai viaggiatori dei voli cancellati la riprotezione su quelli che rimarranno in servizio cambiando ovviamente gli orari. Oppure prenoterà gratuitamente un biglietto sui voli Air Italy (società concorrente controllata dalla Qatar Airways o dall’Aga Khan). O in ultima istanza rimborserà tutti i biglietti.

Come è potuto succedere questo caos proprio alla vigilia dei primi week-end estivi? Colpa del tortuoso iter per la gestione dei voli da e per la Sardegna, un derby senza esclusione di colpi tra Alitalia ed Air Italy in cui la politica ha finito per mettere il becco. Arrivando a un compromesso il cui prezzo lo pagano i passeggeri. La genesi del problema rsale al 15 gennaio scorso. Quando Alitalia vince il bando per la gestione dei voli per l’isola garantendo il servizio anche in bassa stagione grazie agli aiuti dello stato. Quelli sulle tratte per Olbia, ad esempio, sono sovvenzionati con circa 15 milioni. L’ex compagnia di bandiera, che ha bisogno di cassa visto che vola grazie ai 900  milioni di prestito ponte degli italiani, inizia subito a vendere i biglietti anche se l’aggiudicazione non è definitiva. Air Italy però non ci sta. E a inizio marzo, nei termini previsti, annuncia che è pronta a volare senza aiuti sulla rotta, facendo in sostanza saltare il tavolo. Il teatrino continua.

Dopo un po’ anche Alitalia dice di essere pronta a operare senza soldi pubblici, Air Italy (che ha 600 dipendenti a Olbia che temono il trasferimento dell’hub a Malpensa) a quel punto si ritira indietro fino al momento in cui il nuovo governatore della Sardegna Christian Solinas obbliga tutti a sedere attorno a un tavolo per trovare una soluzione. Che arriva un paio di giorni fa. Air Italy gestirà il 90% dei voli per Olbia mentre Alitalia farà il resto sospendendo la rotta dall’8 settembre. Ovviamente però la società in amministrazione straordinaria riduce le frequenze (da quattro al giorno a una al giorno in luglio e agosto e a due in luglio) e attiva la mail notturna per comunicare ai clienti le novità. La speranza del vettore è di coprire almeno l’80% dei passeggeri sui suoi voli.  La frittata però ormai è fatta e l’Enac è intervenuta chiedendo di garantire i diritti del passeggero e minacciando sanzioni.


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