“Questa volta i minorenni siamo riusciti a farli scendere velocemente. Credo che anche per gli altri non ci vorrà molto”. C’è una decisa azione congiunta del procuratore reggente di Siracusa Fabio Scavone e della procuratrice dei minori di Catania Caterina Ajello dietro l’ok del Viminale allo sbarco di 16 dei 131 migranti da cinque giorni a bordo della nave Gregoretti della Guardia costiera italiana ormeggiata dall’alba di domenica al pontile Nato del porto militare di Augusta.
 

Così come era accaduto a gennaio con la Sea watch, rimasta per diversi giorni alla fonda davanti al porto di Siracusa, anche questa volta il primo obiettivo dei magistrati è stata la tutela dei minori migranti a bordo. Ma mentre a gennaio c’erano voluti diversi giorni e un braccio di ferro con il Viminale, ieri – a poche ore dalla richiesta delle due Procure – Salvini ha acconsentito allo sbarco dei 16 ragazzi che hanno dichiarato di avere un’età compresa tra i 15 e i 17 anni. “Per loro l’accoglienza e la possibilità di chiedere immediatamente asilo è un diritto e non una facoltà “, taglia corto il procuratore Fabio Scavone che, con un passato da ufficiale di Marina, si muove con particolare competenza in questo campo minato. Il suo primo atto, appena informato dell’approdo ad Augusta della nave Gregoretti, è stato quello di aprire un fascicolo, modello 45, al momento senza ipotesi di reato, quanto basta per potergli consentire un intervento intanto a tutela dei minori e poi anche degli altri migranti trattenuti a bordo su ordine del Viminale fino a quando dagli Stati europei non arriverà la disponibilità ad accogliere tutte le persone salvate il 25 luglio nel Mediterraneo.

“Al momento a noi compete la verifica della situazione a bordo – spiega a Repubblica il procuratore che sta ascoltanto il comandante della nave per capire quale sia la situazione sulla Gregoretti – Abbiamo ricevuto informazioni dalla Capitaneria di porto che testimoniano condizioni delicate difficilmente tollerabili ancora. I migranti sono tenuti sul ponte scoperto, esposti al sole e al vento, a Catania hanno ricevuto dalla Croce Rossa dei kit di emergenza e un rifornimento di viveri e farmaci che sono già in esaurimento. E sono troppi per essere tenuti a bada in piena sicurezza dagli uomini dell’equipaggio. È evidente che la nave è in un pontile militare ma devono essere portate a terra in tempi rapidissimi”.
 

Quali saranno in realtà i tempi della trattativa europea non è chiarissimo. Ieri la commissione europea ha confermato di avere avviato una serie di contatti con gli Stati membri per sostenere la richiesta italiana ma al contempo ha specificato che “spetterà ai singoli Stati comunicare la propria disponibilità”. C’è certamente il sì della Germania. Un portavoce di Berlino dice: “Il governo federale è sconvolto di fronte all’ultimo naufragio con probabilmente oltre 100 morti ed esprime le sue più profonde condoglianze. Al tempo stesso vale il ringraziamento verso la guardia costiera libica che ha salvato oltre 100 persone”.
 

Salvini non commenta. Anche la decisione di far scendere i 16 minorenni viene annunciata dal Viminale con una nota secca di due righe. Il ministro invece indirizza il solito avvertimento ad una delle Ong che stanno tornando in zona Sar libica, la Alan Kurdi della Sea eye. “La solita nave di Ong tedesca annuncia di essere tornata nelle acque libiche e batte cassa chiedendo donazioni online. No comment…Buon viaggio, ma lontano dall’Italia”. Nel Mediterraneo dove in solo 24 ore, senza alcuna Ong in vista, i trafficanti hanno fatto partire 800 persone, stanno per arrivare altre due navi umanitarie, la Open Arms e la Ocean Viking.


L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop