POTREBBERO essere oltre 400 mila. Il 20 settembre daranno assalto all’Area 51, la base dell’aeronautica statunitense nel deserto del Nevada. Correranno con le braccia indietro “come Naruto”, l’eroe dei manga giapponesi, “perché non possono fermarci tutti”. Il sottotitolo dell’evento Storm Area 51 è chiaro e su Facebook sta raccogliendo proseliti: introdursi in massa nell’area e farsi largo fino alle istallazioni della base dove leggenda vuole siano custoditi i corpi di alcuni alieni e i resti della loro astronave precipitata nel 1947. L’operazione, lanciata dall’australiano Jackson Barnes, sta diventando ora dopo ora sempre più vasta.

“Ok ragazzi, sento che abbiamo bisogno di formulare un piano, ho messo insieme questo schema facile da seguire”, scrive Barners. Ha diviso le truppe in vari contingenti che hanno funzioni differenti fra i quali tiratori di pietre e “Naruto runners” che a più ondate dovrebbero arrivare fino al cuore della base.

Area 51. Sui social in centinaia di migliaia preparano l'incursione di massa

L’incidente di Roswell è una pietra miliare del complottismo planetario, al quale tanto devono serie tv come X-Files o film come Independence Day, e l’Area 51 è il tempio di ogni teoria sull’arrivo degli alieni sulla Terra. Il governo degli Stati Uniti ne ha ammesso l’esistenza solo a luglio 2003, ma rifiutandosi di fornire altre spiegazioni. E così l’immaginazione può continuare a tessere trame fantastiche su mille cospirazioni e su ciò che avviene il quel pezzo del Nevada.

Il giornalista Phil Patton, in un libro curioso intitolato Dreamland (Fanucci) sull’Area 51, sostiene che negli anni Quaranta e Cinquanta la passione per gli extraterrestri “marciò di pari passo e in parallelo con il maccartismo e la paura per i Rossi”. La Nasa del resto venne fondata per volontà di Dwight D. Eisenhower e del suo segretario alla difesa Neil McElroy. Classe 1904, McElroy dopo la laurea ad Harvard era entrato alla Procter&Gamble, la multinazionale del sapone di Cincinnati. Da addetto all’apertura della corrispondenza a direttore del reparto pubblicità in dieci anni circa. Il sogno americano fatto persona. Un tipo brillante. Fu il primo a reclamizzare il sapone alla radio e alla televisione, la cosiddetta soap opera è una sua invenzione. Sotto Eisenhower gestì l’avvio della rincorsa ai sovietici poi proseguita da Kennedy. Quanto basta per alimentare ulteriormente le teorie complottiste sul mancato sbarco sulla Luna e sulla vera funzione dell’Area 51 che fu usata dalla Cia a partire dal 1955.  

Area 51. Sui social in centinaia di migliaia preparano l'incursione di massa

“E’ solo una base aerea”, spiega Sam Scimemi, direttore della Stazione spaziale internazionale (Iss) in forza alla Nasa dal 2003. “Non ci sono mai stato ma sono certo che non si tratta altro che di una base dell’aeronautica. Voi europei avete la mitologia, noi negli Usa l’abbiamo dovuta costruire da zero e le grandi cospirazioni immaginarie ne fanno decisamente parte, compresa l’Area 51”.  

Si dice che la base sia tanto segreta perché sarebbe la sede da decenni di test sugli aerei più avanzati, compreso l’Aurora, fantomatico velivolo spia di ultimissima generazione. Tanto che pochissimi vi hanno accesso e non appare su nessuna mappa. Anche i piloti militari che si addestrano nella poco distante Nellis Air Force Range non possono entrare nello spazio aereo che circonda Groom Lake dove sorge l’Area 51.

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La sicurezza è affidata a guardie private della EG&G, che pattugliano il perimetro con le jeep. Sono aiutati da sensori di movimento sepolti nel terreno e hanno l’uso di elicotteri. Benché armati non hanno mai sparato a nessuno, fino ad ora. Di media chi tenta di entrare viene accompagnato all’uscita e consegnato allo sceriffo della contea di Lincoln pronto ad appioppare una multa di 600 dollari. Il 20 settembre però le guardie della EG&G potrebbero trovarsi davanti migliaia di persone, ammesso che l’operazione si svolga davvero, pronte a lanciarsi di corsa “come Naruto” per svelare uno dei grandi misteri a stelle e strisce.

Post scriptum di Jackson Barnes: “Buongiorno al governo degli Stati Uniti, questo è uno scherzo, e in realtà non intendo portare avanti il piano. Ho solo pensato che sarebbe stato divertente e allo stesso tempo avrei ricevuto molti like. Non sono io il responsabile se poi le persone decideranno di occupare effettivamente l’Area 51”. Intanto però le adesioni continuano.


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