La politica al servizio dei palazzinari: l’inchiesta ‘congiuntura astrale’ oltre a portare all’arresto del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello de Vito e altre tre persone, scoperchia un sistema di corruzione che collega, ancora una volta, la politica all’edilizia. I gruppi coinvolti nell’inchiesta, tra i più importanti di Roma, sono tre: Statuto, Toti e Parnasi.

Nel caso dei primi due, la procura contestava il traffico di influenze, ma per il gip Maria Paola Tomaselli si tratta invece di corruzione, reato ben più grave. Che già era contestato nel caso di Parnasi. Il giudice nelle pagine dell’ordinanza descrive un quadro probatorio molto solido in capo a Marcello De Vito: gli investigatori del nucleo investigativo sono riusciti a trovare anche la società nella quale veniva messo il denaro per pagare la sua “benevolenza” verso le aziende di costruzione.
Il sistema funzionava così: i costruttori pagano Mezzacapo che, “attraverso un sistema di false fatturazioni, le devia (sempre con la consapevole partecipazione di De Vito, scrive Tomaselli) consentendone il trasferimento alla MDL Srl, che può essere considerata la “cassaforte di De Vito e Mezzacapo, la strumenti attraverso cui viene messo al sicuro il prezzo del reato”

Tanto che il gio scrive che “la funzione pubblica svolta viene mercificata è messa al servizio del privato al fine di realizzare il proprio arricchimento personale…L’ufficio pubblico di De Vito appare non occasionalmente ma costantemente strumentale alla realizzazione di tale arricchimento che è la “filosofia” che dirige l’azione del pubblico ufficiale e del suo compartecipe, azione inequivocamente indirizzata al massimo dei profitti”. Un’attività crimosa, aggiungono i giudici, proseguita anche dopo l’arresto di Parnasi e svolta “con accorgimenti volti a neutralizzare possibili attività investigative”

Tanto che il gip stigmatizza come “l’attività pubblica sia soltanto il ‘campo di gioco’ da entrambe le parti, con assolta indifferenza e noncuranza, calpestato. Sia la parte privata che la parte pubblica, solo formalmente distinte, presentano, invero, una straordinaria coincidenza di obiettivi ed interessi per la realizzazione dei quali essi piegano la funzione pubblica”.
 


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