BERGAMO – Passare un brutto quarto d’ora è un modo di dire demodè. L’Atalanta allora ricorda al Bologna cosa voglia dire, ma è un Bologna2 quello che in 14 minuti e spiccioli di secondi prende quattro schiaffi. Un record che, forse, i convalescenti ospiti avrebbero volentieri evitato. Ma forse l’incipit giusto sarebbe anche il classico attacco delle favole: C’era una volta… Perché l’Atalanta parte in modo… fiabesco. Toglie fiato ai portatori di palla ospiti, schiacciati dalla pressione, dalle giocate di classe, dalla precisione ad alto ritmo di un complesso che gioca a memoria. C’era una volta una Dea, insomma. Anzi, c’è. Il Principe Azzurro si chiama Josip Ilicic, due gol in 5′, due siluri di altissima precisione balistica. Così l’Atalanta mette le ali. Poi a segno vanno anche Hateboer e Zapata.

Per tornare a una squadra che in un quarto d’ora subì 4 gol in serie A bisogna tornare, dicono, al 1932. Del resto la mission impossible dell’ospite stava scritta nelle stelle: negli ultimi 27 incroci a Bergamo tra le due squadre, i rossoblù hanno portato a casa una sola  vittoria. Accadde per il Boiogna di Colomba, che vinse e si salvò stabilendo un primato eccezionale. Vincere senza tirare in porta. Fu Peluso, in un rimpallo sfortunato, a infilare la propria porta. Se a questo si aggiunge che quattro successi di fila in serie A il Bologna non li centra dal lontano 1967, ecco spiegato l’arcano. Ma le statistiche contano poco. La differenza di qualità è… atlantica. Quando l’Atalanta  è in giornata, la sua bellezza è da… Dea.

Le quattro reti dei bergamaschi sono quattro perle incastonate, da manuale, tiri a cercare il palo lontano, capolavori balistici: due di Ilicic, uno di Zapata e uno di Hateboer. Quiattro tiri a cercare la porta dove è più ampia e non come Orsolini che, nella più limpida azione d’attacco del Bologna, calcia sul palo vicino, a due passi da Gollini. C’è poco da dire della partita, subito un semaforo rosso per il Bologna2. Diluvia sull’Atleti Azzurri d’Italia. La Rete regala perle dei tifosi felsinei che la seguono increduli da casa. “Poteva andare peggio, scrive uno: poteva piovere”. Da Basketcity arriva la soluzione: “un tiro da tre con addizionale e siamo pari”. “Mihajlovic ha voluto dare una possibilità agli esclusi. Ecco, Sinisa, puoi escluderli”. E dopo il gol di Orsolini: “Vince chi segna per ultimo” (come accadeva in cortile…).

Squadre a velocità differenti, insomma. Il robusto turnover dell’ospite è imbarazzante. L’Atalanta invece vuole riprendersi i punti lasciati sul manto erboso di casa contro il Chievo. Parte fortissimo, c’è una differenza di fisicità e di compattezza di squadra che è gigantesca. La Dea è davvero una chicca da veder giocare, il Bologna parte battuto in partenza. Una squadra sola al comando, insomma. Nella squadra ospite, bene Orsolini, sotto gli occhi di un Paratici spettatore interessato. L’Atalanta si conferma squadra dal gol facile e  da Europa. Il Bologna – tornato sott’acqua dopo aver visto domenica, per un attimo, la luce – già da lunedì col Chievo punterà a riallacciare il suo feeling con i punti che contano. 

Atalanta-Bologna 4-1
Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Mancini, Palomino, Masiello; Hateboer, de Roon, Freuler (90′ Pessina), Gosens; Gomez (46’st. Pasalic ); Ilicic (63′ Barrow), Zapata. All.: Gasperini.
Bologna (4-3-3): Skorupski; Calabresi, Gonzalez (67′ Paz), Lyanco, Krejci; Nagy, Pulgar (83′ Poli), Donsah; Orsolini, Falcinelli, Sansone (63′ Valencia ). All.: Mihajlovic .
Arbitro: Rocchi di Firenze.
Reti:  3′ e 5′ Ilicic, 9′ Hateboer. 15′  Zapata; 54′ Orsolini.
NOTE: Angoli: 5-4 per l’Atalanta. Recupero: 0′ e 2′. Ammoniti: Gonzalez, Calabresi e Valencia per gioco falloso, Zapata e Hateboer per comportamento non regolamentare. Spettatori: 18mila circa. Prima dell’inizio commemorati Emiliano Mondonico e l’ex presidente Ivan Ruggeri entrambi dell’Atalanta.


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