BERGAMO – Negli occhi ha ancora lo spettacolo di domenica scorsa. “Con l’Inter domenica scorsa abbiamo raggiunto il top, è stata la partita più bella della storia dell’Atalanta” dice Antonio Percassi, presidente di un’Atalanta che dopo una prima parte di campionato difficile (6 punti nelle prime 8 giornate) si è messa a correre infilando quattro vittorie nelle ultime quattro giornate: “Offrire un calcio bello e spettacolare significa coinvolgere il pubblico sempre di più, ma la squadra non deve cullarsi sugli allori – prosegue Percassi -. Non dimentichiamoci che tre settimane fa ci davano per retrocessi. Teniamo i piedi per terra, se non si vince a Empoli è inutile aver battuto l’Inter, che ha una grande società e un grande organico ma ha patito la partita di Champions col Barcellona”.

Qualche battuta sull’intervista di ieri della Gazzetta dello Sport all’allenatore Gian Piero Gasperini, che ha affermato che non rinuncerebbe alla qualifcazione alla Champions per firmare per l’Europa League: “Quando giovedì ho aperto i giornali non volevo crederci, ho chiesto anche a mio figlio Luca (amministratore delegato nerazzurro, ndr) – scherza Percassi -. Mi piace questa voglia di non accontentarsi del mister, ma per noi il primo traguardo da tagliare rimane la salvezza”.

MORTO FLEMMING NIELSEN – Il club orobico è in lutto per la scomparsa di Flemming Nielsen. “Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta con grande commozione sono vicini alla famiglia Nielsen per la scomparsa del caro Flemming e partecipano al loro profondo dolore”, la nota del club nerazzurro. “Flemming Nielsen era arrivato a Bergamo dalla Danimarca nel 1961 e in tre anni è riuscito a conquistarsi l’affetto, la stima e la riconoscenza dei bergamaschi, scrivendo pagine di storia importanti, una su tutte la conquista della Coppa Italia nel 1963. Una volta conclusa la sua esperienza in nerazzurro, il suo legame con l’Atalanta e Bergamo è rimasto fortissimo. Ci ha lasciato non solo un grande calciatore e un grande uomo, ma anche un atalantino vero. Lo ricorderemo sempre con quel suo sorriso sincero, quel suo accento inconfondibile e con al collo la sua medaglia commemorativa della Coppa Italia che portava sempre con grande orgoglio. Ciao Flemming…”, conclude l’Atalanta.

 


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Mario Calabresi
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