BERGAMO – Tanti invocavano l’adozione della tecnologia come panacea di tutti i mali del calcio, ma alla prova dei fatti il Var continua a scatenare non poche polemiche. E’ il caso ad esempio del rigore concesso alla Fiorentina domenica, che ha fatto infuriare Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta. Il giorno dopo a tornare sull’episodio contestato del match al ‘Franchi’ è il presidente del club bergamasco, Antonio Percassi. “Se il Var non viene utilizzato, meglio lasciar perdere. Mi pare che quest’anno non se ne faccia un uso in linea con le sue finalità”, il giudizio del numero uno della società orobica sulla tecnologia a bordo campo all’indomani del presunto contatto fra Toloi e Chiesa.

PERCASSI: “I NUOVI DEVONO INTEGRARSI NELLA SQUADRA” – “A Firenze abbiamo giocato una grande partita e siamo stati capaci di mettere in difficoltà una grande squadra, perdendo per un episodio che abbiamo già commentato abbastanza – prosegue Percassi, non risparmiando comunque qualche appunto anche alla squadra – I giocatori nuovi si devono integrare bene, ma ho fiducia nel lavoro del mister. Nel calcio serve fare gol. Prima, non prenderle, ma poi occorre segnare. Domenica con la Sampdoria sarà una partita importantissima: se si guarda la classifica, bisogna dedurne di dover stare attenti. Il primo obiettivo è mantenere la categoria”.

NICCHI “VAR C’E’ E VA USATA AL MASSIMO – Di Var e delle polemiche dell’ultimo turno ha parlato Marcello Nicchi, presidente dell’Aia: “Il protocollo è quello approvato l’anno scorso, non è cambiato nulla, e gli arbitri lo stanno applicando al meglio che possono. Ogni tanto qualcuno, sorprendentemente, non si avvale della Var e di questo si occuperà Rizzoli. E’ uno strumento che c’è e va utilizzato al massimo perché così le discussioni vanno al minimo” ha detto Nicchi ai microfoni de “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento chiedendo però ai protagonisti del pallone di abbassare il tono delle polemiche. “Bisogna smettere di lamentarsi. La Var funziona e tutti lo riconoscono, se poi ogni volta che accade un episodio si vuole smontare tutto siamo fuori dal mondo. E’ uno strumento che tutti ci invidiano, tutti vengono a studiare la sua applicazione in Italia. Se si pontifica su un episodio allora non è cambiato niente e mi chiedo cosa l’abbiamo messa a fare. Se in una partita, su 50 decisioni, se ne sbagliano 2 fa parte della normalità”.


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