Tutto pronto per il lancio del primo “Atlante dell’Arte Contemporanea” italiana: il debutto è previsto per il prossimo febbraio e l’idea è della De Agostini che punta a realizzare (testuale) il “principale strumento di consultazione per contestualizzare il ruolo dell’arte italiana sulla scena globalizzata internazionale”.

Un progetto ambizioso sul quale si è lavorato per anni: “Le sezioni – spiegano infatti alle De Agostini – approfondiscono diversi argomenti: si va dagli schedari sui principali artisti italiani operanti tra il 1950 e il 2019 (con relativi apparati fotografici) a una selezione delle più significative Gallerie d’arte italiane; dalle “Conversazioni” con le più illustri personalità del collezionismo, dell’arte, dell’architettura fino all’analisi del sistema artistico, attraverso gli Indici di mercato (una parte, questa, suddivisa nei parametri di invenduti, estensione, fascia, plusvalenza e trend). Importante segnalare come i 160mila risultati battuti dalle opere nelle aste internazionali – espressi in valute come USD, GBP, CHF, JPY, HKD, RUB, CNY, BTC – siano stati convertiti in Euro generando, unitamente ai valori registrati dalle gallerie, la più ricca banca dati specifica per il periodo analizzato (1950/2019). Il testo, infatti, si inserisce nel quadro internazionale come unico strumento di “arteconomy” a disposizione, trattando, nei vari capitoli, i rapporti tra arte e finanza, collezionismo e mercati, sistema e industria”.

Il coordinamento scientifico, affidato a Daniele Radini Tedeschi e a Stefania Pieralice, è durato tre anni tra ricerca, stesura e classificazione degli oltre 800 nominativi presenti, suddivisi, ognuno, per regione di appartenenza.

Uno spazio dell’Atlante è andato poi ai più autorevoli collezionisti privati italiani: dalla Collezione Maramotti di Reggio Emilia alla Collezione Casamonti di Firenze, fino a quella di Giorgio Fasol con AGIVERONA Collection.

 


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Mario Calabresi
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