BOLOGNA – Una signora cinquantenne, originaria dello Sri Lanka ma che vive da quattro anni a Bologna, ha perso quattro parenti nella strage di Pasqua che ha colpito l’isola nell’Oceano Indiano. Lo conferma don Nevile Perera, cappellano della chiesa S. Maria dei Pellegrini a Roma, un punto di riferimento della comunità di fedeli cristiani dello Sri Lanka: “Ha perso un fratello, una sorella e due figli. Per ora le abbiamo detto soltanto del fratello, piano piano le racconteremo tutta la verità, è una notizia troppo dura per lei”.

Don Perera spiega che la donna vive a Bologna da tempo con un’altra figlia, il marito di lei e una nipotina. Non ha un’occupazione ma fa la nonna a tempo pieno. Tutta la famiglia partirà al più presto per lo Sri Lanka, forse già domani.

In queste ore circa 4mila fedeli dello Sri Lanka stanno tornando in Italia da Lourdes, dov’erano andati per un pellegrinaggio. Tra loro lo stesso cappellano e la signora che ha perso la sua famiglia: i suoi parenti sono stati colpiti a Negombo, nella chiesa di San Sebastiano, uno dei teatri delle esplosioni che hanno provocato oltre 200 morti. “Era venuta con noi a pregare, domani torneranno tutti a casa, nel loro Paese”, continua Don Perera.

“Oggi abbiamo detto la messa in fretta, abbiamo paura anche qui, a Lourdes, ci hanno detto che è pericoloso restare radunati tutti insieme. Tra le 20 e le 30 persone del nostro gruppo hanno saputo stamani che i loro parenti, i loro fratelli, le loro sorelle sono morti negli attentati in Sri Lanka”, racconta il cappellano. “È un momento molto triste: si parla di centinaia di morti, in Sri Lanka hanno chiuso tutte le chiese. Sono in continuo contatto con l’arcivescovo di Colombo, che mi ha aggiornato anche sulle vittime. Molte erano familiari delle persone che fanno parte del nostro gruppo in pellegrinaggio a Lourdes. Le stiamo via via avvisando”.

“In un giorno così sacro per i nostri fratelli cristiani, l’ennesimo atto vile e disumano che sconvolge i cuori di tutti noi. Dio possa donare pazienza alle famiglie delle vittime”. Lo scrive su Facebook Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii) a proposito degli attentati terroristici.


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