Proseguirà a oltranza la trattativa tra il ministero dei Trasporti e Strada dei Parchi Spa, la concessionaria delle autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25 (Roma-L’Aquila-Teramo e Torano-Pescara), per evitare l’aumento dei pedaggi che secondo una stima potrebbe toccare il 19 per cento. Il confronto, cominciato stamattina, continuerà con l’obiettivo di trovare un accordo che dovrà essere contenuto in un decreto alla firma domani.

Alla soglia del 19 per cento di aumento della tariffa, che ha scatenato il braccio di ferro e le polemiche dei sindaci dei paesi toccati dalle autostrada per le conseguenze pesantissime sui pendolari, si arriverebbe per via di due distinte situazioni: da un lato si scongelerebbe l’aumento, circa il 13 per cento, scattato l’1 gennaio 2018, congelato nell’ottobre scorso e fino al 31 dicembre, su volontà della concessionaria Strada dei Parchi; dall’altro, ci sarebbe una lievitazione della tariffa dal primo gennaio prossimo sulla base del contratto tra Mit e la stessa società, che, secondo quanto si è appreso, potrebbe oscillare tra 5 e 6 per cento. Il 56% della tariffa autostradale va allo Stato. 

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Intorno al tavolo sono seduti anche Anas e il capo di gabinetto del Mit. Il ministro Danilo Toninelli avrebbe chiesto a Strada dei Parchi di rinunciare ad sostanziosa quota di aumento, con la concessionaria che avrebbe risposto chiedendo di sottoscrivere una istanza per una intesa  sul pregresso e di promuovere un incontro congiunto con l’Ue per sbloccare il piano economico finanziario che prevede il mega progetto di messa in sicurezza delle due autostrade ritenute strategiche in caso di calamità naturali. Per Toninelli è aperto anche il fronte della protesta dei sindaci laziali e abruzzesi, che hanno convocato una manifestazione il 31 dicembre alle 9 al casello dell’Aquila Ovest. “Sempre più vicino lo spettro di un nuovo ‘salasso’ per i nostri cittadini”, dicono. Gli amministratori si dicono “indignati per l’assordante silenzio del ministero dei Trasporti e la totale indifferenza agli appelli e alle richieste di incontro rivolte al ministro Toninelli”. 

Tra ministero e Strada dei Parchi, nei mesi scorsi, dopo la tragedia di Genova sono sorte polemiche, in particolare sulla sicurezza dei viadotti, in relazione alla quale sono emerse due posizioni contrastanti: per i tecnici del ministero non sono sicuri, tanto da aver ordinato in documenti ufficiali limitazioni di traffico; per SdP, secondo cui “gli allarmi ingiustificati hanno causato una flessione di traffico del 7 per cento”, lo sono, con problematiche che potrebbero emergere in presenza di forti scosse di terremoto. In tal senso, sempre stando a Strada dei Parchi, i 192 milioni per la messa in sicurezza dei viadotti, somma inserita nel decreto Genova, non sono stati ancora sbloccati, quindi non può avere inizio l’intervento complessivo. Anche su questa vicenda c’è stato uno scontro tra le parti, in particolare Sdp, che ha comunicato di aver avviato con fondi propri i lavori sugli 8 dei 13 viadotti in condizioni più precarie, ha messo in mora il ministero e minacciato esposto in procura.

 


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Mario Calabresi
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