Cosa accade quando una bambina o un bambino malato sta male e deve potersi curare lontano da casa? Che ad ammalarsi, anche di preoccupazione, su dove alloggiare, mentre i figli sono in ospedale, sono anche mamma e papà. Ed ecco che a Cutrofiano, in provincia di Lecce, nasce la prima casa di accoglienza per le famiglie di bambini ammalati e che devono curarsi lontani da casa: il Villaggio I sorrisi della cometa.

“Nella consapevolezza che la diagnosi di una malattia non colpisca unicamente il bambino malato ma tutta la sua famiglia sostiene Pierangelo Muci – presidente dell’associazione Portatori sani di sorrisi Ets – siamo pronti a far partire il nostro nuovo progetto: una start up dedicata al turismo sociale, un ‘controesodo’ per coloro che sono stati costretti ad allontanarsi da casa per guarire”.

Ed é proprio vivendo affianco a chi ha superato una patologia grave, che l’associazione ha compreso e colto le reali necessità delle famiglie ospedalizzate. “Abbiamo trovato un unico comune denominatore: la voglia di ritrovarsi e rinsaldare l’unione famigliare”. I sorrisi della cometa nasce dall’unione tra le realtà Portatori sani di sorrisi e Fondazione La Cometa. “Questo villaggio sarà il luogo ideale in cui la famiglia possa mettere da parte ansie e problemi per condividere un programma fatto di emozioni senza fiato. Un luogo sognato dalle famiglie costrette ad una lungo degenza e che hanno visto il proprio figlio relegato per troppo tempo nelle mura ospedaliere. Il resto lo faranno i nostri sorrisi”.

Fra i servizi offerti: l’accoglienza in camere presso il villaggio, con relativi colazione, pranzo e cena “tipicamente salentina, è un modo per far anche conoscere chi accoglie”; la biancheria pulita, il servizio navetta dagli aeroporti e dalle stazioni, il taxi sociale per gli spostamenti alle marine o gite alla scoperta del territorio; l’ombrellone e lettino presso spiagge a noi affiliate; programma giornaliero per la scoperta del territorio; servizio di intrattenimento ricreativo in struttura; l’utilizzo della piscina e dei servizi presenti nel villaggio.

“La collaborazione per la riuscita del progetto – spiega Muci – è aperta a tutto il territorio nazionale, a tutte le associazioni o centri di cura che ne vorranno esser partecipi, saranno essi stessi a individuare le famiglie e eventualmente sostenere il progetto con una crowdfunding dedicato. Ad ogni famiglia verrà assegnato un nostro volontario che seguirà il soggiorno dall’accoglienza ai saluti finali e si assicurerà che il tutto proceda nel migliore dei modi”. La cura delle persone passa anche da questa “medicina”. La migliore.


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