Un rogo ha distrutto all’alba di domenica 9 giugno il ristorante L’Ancora che si trova sul lungomare di Palese a nord di Bari. Le fiamme hanno fatto a pezzi completamente il tetto e i vetri sono espolosi. La struttura, lasciata vuota dai precedenti titolari della concessione che avevano accumulato un debito relativo a canoni demaniali, era stata messa in sicurezza: murata e sigillata per evitare che venisse devastata dai vandali come accaduto per altre strutture sul mare.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere l’incendio, la polizia municipale e la Guardia costiera. Sono in corso indagini per accertare quanto accaduto: una delle ipotesi più probabili in campo, visto che la struttura era stata completamente murata per evitare accessi e non c’erano allacci di gas o pericoli interni come verificato nell’ultimo sopralluogo dei tecnici comunali qualche giorno fa, è che si sia trattato di un incendio doloso.

“È un atto gravissimo, uno schiaffo alla città, in pochi giorni avremmo restituito la struttura a un nuovo titolare e riqualificato il tratto di lungomare”, commenta il neo presidente di Municipio Palese-Santo Spirito Vincenzo Brandi arrivato sul posto subito dopo il rogo.
Il Comune di Bari, infatti, aveva pubblicato un avviso per la concessione dell’Ancora scaduto il 31 maggio scorso. Negli uffici della ripartizione Sviluppo economico erano arrivate due  proposte ma una era stata esclusa per un difetto di presentazione mentre le buste dell’offerta tecnica dell’offerta economica dell’unica proposta rimasta in gara sarebbero state aperte la prossima settimana.

Bari, incendio distrugge il ristorante L'Ancora a Palese. Il Comune stava per affidarlo in concessione

Il fumo dell’incendio visto dal lungomare di Santo Spirito

“Ho appreso con sconcerto la notizia dell’incendio della struttura che ospitava il ristorante L’Ancora, su lungomare Tenente Massaro, a Palese – dichiara l’assessora allo Sviluppo economico, Carla Palone – Questa Amministrazione comunale aveva messo a bando una concessione, finalizzata esclusivamente allo svolgimento di attività turistico-ricreative e, in particolare, all’esercizio di una o più delle seguenti attività: gestione di stabilimenti balneari, esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande, gestione di strutture ricettive ed attività ricreative e sportive, esercizi commerciali. La procedura a evidenza pubblica era scaduta lo scorso 31 maggio ed era giunta una sola domanda regolare. Sono certa che le indagini faranno piena luce su quanto è accaduto e sull’origine dell’incendio. È comunque incredibile che si verifichino fatti del genere che, però, non scalfiscono l’impegno di questa Amministrazione per la crescita e lo sviluppo della città. Non ci fermeremo”.


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop