“Voglio che le mie ceneri vengano sparse sul terreno di gioco del San Nicola”. Prima di andarsene a pochi giorni dal suo 73esimo anni, Vincenzo Minafra, arbitro benemerito e tifoso sfegatato del Bari, ha espresso il suo ultimo desiderio. Dopo la cremazione, che avrà luogo lunedì prossimo, i figli Vanni e Mauro che hanno ereditato da lui la grande passione per i colori biancorossi, vogliono tanto che quelle parole pronunciate dal padre trovino seguito.
 

“Lo chiediamo con il cuore in mano alla società: papà viveva per il Bari ed il pensiero che le sue ceneri potessero finire sull’erba del San Nicola, ha reso più lieve il suo addio”, raccontano i figli. In realtà, all’estero, storie di questo tipo sono all’ordine del giorno. In Germania, alla Veltis Arena, c’è uno spazio destinato ad ospitare l’eterno riposo dei tifosi dello Schalke 04. In Brasile, il Corinthias, che ha ventotto milioni di sostenitori, ha un cimitero esclusivo per i suoi tifosi e all’interno ci sono addirittura due campi di calcio. Spargere le ceneri allo stadio è una tradizione ad Anfield Road, leggendario tempio degli inglesi del Liverpool: al rito non è stato sottratto neppure il gatto dello stadio, le cui ceneri sono state lanciate all’interno di una porta.
 

“Nostro padre lo meriterebbe, per come ha saputo amare il Bari”, prosegue il racconto di Vanni e Mauro Minafra. ” Forse l’amore per la squadra del cuore lo ha tenuto in vita più a lungo di quanto la malattia gli avrebbe consentito. Lui era capace dopo quattro ore di dialisi, di farsi prendere da casa per non perdersi le gare casalinghe del suo Bari. E’ successo sino allo scorso anno, è stato con noi in Tribuna Est sino a Bari-Salernitana. Quel giorno, stava così male, che a fine partita, scendendo gli scalini dello stadio, si accasciò per rialzarsi dopo un quarto d’ora. Volle venire al San Nicola, per quanto facesse fatica a reggersi in piedi”.
 

In questa stagione, a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute, non era mai stato allo stadio. ” Stava davvero male e noi lo abbiamo capito proprio per il fatto che non stava più parlando del Bari. Eppure, dopo lo zero a zero di qualche settimana fa contro la Turris, ci aveva chiesto come mai non avessimo vinto. Ci chiedeva notizie su Floriano e gli altri giocatori della squadra. E’ stato l’ultimo lampo di vita, prima che calasse per sempre il buio”. I suoi due figli raccontano delle follie fatte insieme in nome del Bari, “come quella volta che venne con noi a Catanzaro per vedersi un noiosissimo zero a zero. Ma lui era felice lo stesso, perché era stato accanto ai suoi beniamini”. Tifoso del Bari, ma anche arbitro benemerito. ” Ha diretto gare sino alla serie D, ma in molti gli riconoscevano una stoffa superiore. E’ stato il tutore di Gianluca Paparesta, gli ha voluto bene. Ma se gli arbitri sbagliavano contro il Bari, era il primo ad infuriarsi contro i suoi ex colleghi. I colori biancorossi per lui venivano prima di ogni altra cosa”.


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml