MILANO – “In nazionale non torno. Avevo detto che se non fossi andato al Mondiale avrei smesso e sono un uomo di parola. Se cambiasse il ct e mi chiedesse di tornare direi comunque no”. Radja Nainggolan conferma l’addio definitivo alla nazionale belga, scelta decisa dopo che l’attuale ct Roberto Martinez lo aveva escluso dalla lista per il Mondiale in Russia.

“SCUSE PATETICHE” – Nelle ultime settimane, prima del rinnovo del contratto di Solari, il nome di Martinez era stato accostato al Real Madrid dopo l’esonero di Lopetegui. E così si era aperto uno spiraglio per l’eventuale ritorno del “Ninja”. Che però resta sui suoi passi: “Ci sono cose che non posso accettare -sottolinea il 30enne nerazzurro a ‘Espn’ -. Ero molto deluso dal fatto di aver giocato un grande Europeo ed essere stato scartato per nulla. Nel Belgio c’erano calciatori che non giocavano neanche nei loro club e venivano comunque chiamati. Io giocavo 50 partite e venivo comunque lasciato fuori. Non ho mai chiesto di giocare, meritavo solo di essere lì al posto di altri”. E ancora: “Ci sono state delle scuse, ma erano tutte patetiche – prosegue Nainggolan -. Perché giocavo 50 partite con la Roma se conducevo la stessa vita per cui venivo criticato? Penso sia sbagliato quando le persone parlano senza averlo fatto prima con me. Devi dirmi le cose in faccia, si può parlare e poi stringermi la mano e non chiamarmi più, ma avrei più rispetto per te che per qualcuno che non lo fa”.


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Mario Calabresi
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