BERLINO – “Il governo federale e il ministero degli Interni tedesco hanno reso noto venerdì della scorsa settimana in Commissione europea la disponibilità a prendere migranti”: lo ha detto un portavoce del ministero degli Interni tedesco, rispondendo ad una domanda sulla nave della Guardia costiera Gregoretti, ora nel porto di Augusta nel Siracusano. A bordo, bloccati da giorni, ci sono attualmente 131 migranti.
Un portavoce della Commissione europea aveva dichiarato in precedenza: “Non siamo nella posizione di dire quanti e quali Paesi” intendono prendere parte agli sforzi di solidarietà sui migranti che si trovano a bordo della nave Gregoretti, “ma spetterà ai singoli Stati comunicare la propria disponibilità. Il nostro ruolo è quello di coordinare gli Stati membri, una volta che il processo si è completato vi aggiorneremo”.

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Resta intanto ormeggiata al molo Nato di Augusta la nave della Guardia costiera che da venerdì mattina ha a bordo 131 migranti soccorsi dopo un naufragio nel Mediterraneo centrale. Dopo le tappe a Lampedusa e Catania, la nave si trova da sabato sera nel porto in provincia di Siracusa. Sono stati fatti scendere solo una donna all’ottavo mese di gravidanza, il marito e due figli piccoli.  I migranti sarebbero salpati dalla Libia il 25 luglio scorso a bordo di alcuni gommoni. Salvati dalle autorità maltesi e poi trasportati sulla Gregoretti, sono stati rifocillati e la situazione sanitaria è monitorata dal medico del Cisom, imbarcato sul pattugliatore. A mare e sulle banchine solo personale della Guardia costiera per la vigilanza.
Il ministro dell’Interno Salvini era stato perentorio: nessuno sarà fatti sbarcare se prima la Ue non dirà dove verranno distribuiti i migranti. Intanto si andava delineando un nuovo caso Diciotti. Ora l’impegno della Germania potrebbe forse sbloccare la situazione.
Nell’agosto del 2018 la nave della Guardia costiera Diciotti soccorse 177 migranti nel Mediterraneo ed poi arrivò al porto di Catania. Dove, però, non potè far sbarcare le persone a bordo per quasi dieci giorni, a causa della ferma opposizione sempre del ministro dell’Interno. Che per quella vicenda fu indagato: il Tribunale dei ministri di Catania chiese alla Giunta per le immunità del Senato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per sequestro di persona. Autorizzazione poi negata dal Senato, con il voto anche del Movimento 5 Stelle.
 

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