Come nelle favole, tutto è finito bene. Dopo 75 giorni vissuti collegata a una macchina (la ECMO) che sostituiva le funzioni del cuore e dei polmoni, la piccola G. di dieci anni è tornata a casa. Tutto questo grazie all’intervento di una squadra multidisciplinare dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. L’equipe ha salvato la bambina da una cardiopatia congenita e da una grave malformazione polmonare con un intervento unico nel suo genere: è il primo caso di autotrapianto polmonare su un paziente pediatrico. I medici hanno dovuto inventare una strategia terapeutica innovativa per dare una possibilità alla piccola nata e cresciuta a Varese.

Candidata al trapianto sia del cuore che di uno dei due polmoni, era stata rifiutata da sei centri in Italia e all’estero per l’estrema gravità dell’intervento e la fragilità delle sue condizioni. Al Gaslini hanno deciso d’intervenire per dare una speranza alla piccola: “In un delicatissimo intervento di cateterismo cardiaco durato nove ore, per prima cosa è stata creata una comunicazione tra l’atrio destro e quello sinistro – spiega Maurizio Marasini direttore della UOC Cardiologia del Gaslini –. Questo è stato necessario per risolvere lo scompenso cardiaco e passare dalla modalità di ECMO più invasiva, quella veno-arterioso, a supporto di cuore e polmone, a quella meno invasiva (ECMO veno-venoso), con esclusivo supporto della funzione polmonare. A questo punto, è stato riportato il flusso dall’aorta nel polmone di destra, con inserimento di stent: in questo modo è stato recuperato il polmone destro”. La bambina ha potuto beneficiare di tutti gli effetti di un autotrapianto polmonare, il primo effettuato a questa età e per questa indicazione. “Tutto questo ha richiesto un supporto in ECMO di 75 giorni, un record in assenza di complicanze, e un impegno enorme a qualsiasi ora per il personale infermieristico, i tecnici perfusionisti, i fisioterapisti ed i medici – spiega il dottor Andrea Moscatelli –. Nonostante l’arresto cardiaco, la risonanza magnetica del cervello dopo 75 giorni di ECMO è perfettamente normale, così come le funzioni neurologiche della bambina. Grazie a tutti questi sforzi congiunti, oggi è tornata a scuola ed ha la prospettiva di poter riprendere a crescere ed a vivere una vita normale”.
 

 


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