Un vero e proprio tracollo. In due giorni Bio- on, l’azienda bolognese finita nel mirino del fondo americano Quintessential, ha perso in Borsa oltre il 70% del proprio valore bruciando 760 milioni di euro di capitalizzazione. E nel frattempo parte anche l’azione giudiziaria: la procura di Bologna, guidata da Giuseppe Amato, ha infatti aperto un’inchiesta contro ignoti per manipolazione del mercato, mentre l’azienda ieri ha presentato denuncia per diffamazione ai carabinieri.
 

La guerra tra la società e il fondo con sede a New York guidato da Giuseppe Grego, insomma, continua. Lasciando però sul campo centinaia di milioni a Piazza Affari. Quintessential ha accusato l’azienda, sulla base dei bilanci e di consulenze, di essere “un castello di carta” pronto a crollare, una “nuova Parmalat” a Bologna con un prodotto datato e senza prospettiva, di irregolarità nella redazione dei bilanci e di avere fatturati “fittizi” realizzati con società controllate, oltre che dubbi sulla reale capacità produttiva.

Mentre l’azienda ha accusato il fondo di dire falsità, parlando di manipolazione del mercato e cercando di rispondere punto su punto alle osservazioni, insistendo che la produzione è stata avviata, che la fabbrica di Castel San Pietro, inaugurata nel maggio 2018, è attiva e che il prodotto, una plastica biodegradabile elaborata a partire da scarti agricoli e sostanze naturali, ha un grande potenziale futuro. Fra l’altro tra Bologna, Bentivoglio, Minerbio e Castel San Pietro – ha sottolineato l’azienda stessa – lavorano

circa 100 persone, cresciute in fretta negli ultimi due anni. Il fatturato dichiarato dall’azienda nel 2018 è stato di 55 milioni, in crescita addirittura del 372% rispetto all’anno precedente.
 

Ieri la guerra è continuata, con note incrociate dall’una e dall’altra parte. “Sono accuse false, da parte di un fondo che ha interesse economico nella discesa del prezzo del titolo” , ha insistito Bio- on con un comunicato notturno che elenca una lunga serie di progetti e cerca di chiarire i punti del bilancio contestati dagli analisti. “Argomentazioni fumose”, ha replicato Quintessential, che annuncia la pubblicazione di nuovi documenti.
 

Il titolo in Borsa, nel frattempo, è crollato. Già mercoledì era rimasto in contrattazione solo tre minuti perdendo il 10% del valore, e ieri, pur sospeso per gran parte della giornata, ha accumulato un’altra discesa di quasi il 70%. Risultato: in due giorni il valore delle azioni è passato dai 55 euro di martedì ai 15 euro di ieri (-73%) e la capitalizzazione totale dell’azienda è scesa da oltre un miliardo di euro a 282 milioni. Bruciando in 48 ore, almeno in Borsa, il “ miracolo” della start up della plastica magica che si scioglie in acqua e che in passato aveva toccato un picco di 70 euro per azione.
 

Ieri mattina Marco Astorri, presidente e ad di Bio-on, è andato dai carabinieri del centro di Bologna per presentare denuncia per diffamazione contro il fondo, lamentando, ovviamente, di aver subito un grave danno dalla diffusione del report. Ma sulla vicenda è intervenuta anche la Procura, che ha aperto un’inchiesta contro ignoti dopo la bufera a Piazza Affari. L’ipotesi è quella di manipolazione del mercato (articolo 185 del Testo unico della Finanza).

Per capire cos’è successo i pm partono da un dato oggettivo, quello del crollo delle azioni dell’azienda in Borsa. La procura ha delegato le indagini alla Guardia di Finanza. L’inchiesta dei militari procederà quindi su un doppio binario, perché la manipolazione, almeno in teoria, può essere stata commessa da entrambe le parti in causa: da Bio-on, nel caso in cui abbia messo in atto comportamenti scorretti nei confronti degli investitori; o dal fondo Usa, nel caso in cui le accuse che hanno scatenato il panico fossero infondate. Tra l’altro la Finanza approfondirà, una per una, tutte le contestazioni emerse due giorni fa.


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop