Con l’accusa di aver pilotato o aver tentato di indirizzare alcuni bandi pubblici relativi alla gestione delle attività e dei servizi a supporto della disabilità, sette dirigenti e funzionari dell’Ausl di Bologna, un responsabile e due dipendenti di una Onlus, hanno ricevuto dalle mani dei finanzieri l’avviso di conclusione indagini preliminari che, di solito, precede una richiesta di rinvio a giudizio. Il reato contestato è la “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”. Le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Bologna, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Ceroni, “hanno permesso di acquisire un circostanziato quadro probatorio” che dimostra come sia stata messa in atto “una serie di atti diretti a condizionare e alterare il procedimento di scelta del contraente di tre appalti ed affidamenti indetti dall’ausl per il dipartimento salute mentale-dipendenze patologiche”.

Il valore dei tre appalti, uno concesso e due revocati in corso d’opera, era di oltre tre milioni di euro: se li era aggiudicati un ente no-profit bolognese. Dalle indagini è venuto a galla che il referente della onlus per le procedure d’appalto, “al fine di favorirne l’assegnazione alla propria struttura, avesse contribuito”, con la collaborazione di due dipendenti, a predisporre i bandi di gara, dettando requisiti da inserire nei capitolati speciali “e che – sottolineano le Fiamme gialle – parevano essere cuciti addosso rispetto alle caratteristiche della onlus, tanto da farli sembrare dei veri e propri abiti su misura”, da cui il nome dell’operazione della Gdf, “Atelier”.

Dall’analisi della documentazione
Cartacea e informatica acquisita nel corso delle indagini dalle fiamme gialle sono emersi numerosi scambi di e-mail, informazioni e documenti relativi ai bandi per i tre appalti “che hanno smascherato l’esistenza di connivenze e contatti illeciti tra i dirigenti-funzionari dell’ausl i responsabili della onlus”.
L’operazione “s’inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dalla guardia di finanza a contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica, a tutela del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione”, sottolinea infine la gdf nel dar conto dell’esito delle indagini.

 


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