BOLOGNA – E’ morto a 88 anni il professor Andrea Emiliani, il noto storico dell’arte che fondò l’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna nel 1974. Emiliani si è spento all’ospedale Sant’Orsola dove era ricoverato da qualche settimana per una patologia che non è stato possibile arginare e sconfiggere. I familiari stanno pensando a un funerale in forma privata, mentre il ricordo pubblico sarà organizzato a Bologna e Urbino, le “sue” città, dove ha lavorato. Emiliani del resto non ha mai smesso di lavorare fino all’ultimo, tra la Pinacoteca e la sua casa di via Belle Arti, continuando sempre a ricercare e scrivere. Lascia alcuni lavori ancora inediti o in corso di pubblicazione, come ricordano gli amici, a testimonianza di una passione infinita per il suo ambito di studio.

Nato a Forlì nel 1931 è stato Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna e Direttore della Pinacoteca Nazionale di Bologna, che ha contribuito a riorganizzare fin dal 1955 (così come quelle di Ferrara e Forlì).

Fin dal 1970 ha insegnato Museografia, Fenomenologia degli Stili, Storia delle Arti e Museologia all’Università di Bologna. Ha collaborato con la Sapienza di Roma, il Politecnico di Torino e la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Ha condotto lezioni e conferenze nelle Università di Venezia, Macerata, Firenze, Milano, Torino.

Tra i tanti incaricihi di prestigio, Emiliani è stato anche docente incaricato presso l’Istituto statale d’arte per la Ceramica di Faenza (1962-65),  Presidente dell’Istituto Superiore di Industrie Artistiche di Faenza, dell’Accademia Clementina di Bologna nonché membro delle Accademie Raffaello di Urbino, Torricelli di Faenza, e Accademia Nazionale di San Luca a Roma.

Ricevette il premio per la critica d’arte del Ministero per i Beni e le Attività culturali assegnato dall’Accademia dei Lincei nel 1992 e quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1988. Era Accademico dei Lincei.

Organizzò e curò varie mostre internazioni sull’arte bolognese di cui era massimo esperto, specialmente dei maestri Barocci, Carracci e  Reni sui quali scrisse numerosi libri.
 


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