BOLOGNA – Punto malinconico per entrambi al Dall’Ara, dove la Fiorentina si mangia le mani per le occasioni fallite da Simeone e allunga a oltre due mesi la striscia senza vittorie e il Bologna si vede per la prima volta sorpassare dalla terzultima e scivola in zona retrocessione. Non il miglior rientro in Italia per il patron Saputo, per quanto lo 0-0 di oggi per i rossoblù sia un buon risultato, mentre i Viola spreconi hanno di che recriminare soprattutto verso il proprio centravanti. Il Super-clasico tra l’ex Boca Palacio e l’ex River Simeone lo vince il bolognese, che non tira mai ma con le sue 36 primavere è il più attivo e stakanovista dei suoi, mentre il Cholito ha tre volte la palla vittoria e la spreca.

Inzaghi ritrova Mattiello e dopo 40 giorni lo rimanda subito titolare, ma da terzino sinistro nel 4-3-3. L’ex Spal sembra però in ritardo e va in affanno sulle avanzate viola. È sulle fasce che il Bologna soffre (dall’altra parte va largo Calabresi e non Mbaye) e concede tanta libertà ai propri avversari, come quando al 20’ proprio Mattiello dimentica Gerson libero di servire Benassi che sfiora il pari. La Fiorentina ci mette un po’ a capire dove far male, ma quando lo fa il Bologna va in affanno, dopo un avvio promettente. A tenere su i suoi è Skorupski, con due parate importanti su Chiesa al 15’ e Simeone al 28’, mentre l’attacco si regge sui guizzi di Palacio, con Vitor Hugo che ingabbia Santander e Orsolini spesso in ritardo sulla giocata ma vivo, anche in copertura (nel finale, un suo recupero su Simeone lanciato in contropiede è fondamentale per portare a casa il punto). È molto presente al 43’ quando si fa trovare prontissimo alla deviazione di testa sul cross di Calabresi, ma ancora meglio fa Lafont con un gran volo. Resterà l’unica vera occasione per il Bologna.

Simeone ingaggia la sua battaglia personale con Skorupski, ma i suoi migliori assistman vestono maglia rossoblù, prima Danilo poi ad avvio ripresa un pasticcio di gruppo su una punizione in attacco gli stendono i tappeti, ma il portiere è più bravo di lui. Il Bologna, troppo lungo nel secondo tempo, lascia praterie sugli esterni con Chiesa che prende campo a Calabresi, spesso saltato e costretto a spendere il jolly del giallo, e Gerson che arriva sempre prima dei difensori di casa, ma non è aiutato dalla giornata di poca lucidità sottoporta del Cholito. Inzaghi prova a tappare i buchi laterali col passaggio al 4-4-2 con Krejci per Svanberg e Orsolini abbassato a centrocampo, prima di cedere il campo a Dzemaili. Che entra per fare quasi l’esterno, in un Bologna molto abbassato a difesa del punto che non attacca eppure subisce un eccesso di contropiedi, salvati prima da Orsolini e poi da Dzemaili. Le occasioni restano tutte viola, le migliori con il legno di Milenkovic e la rasoiata a fil di palo di Veretout, entrambi da corner. Il Bologna traballa ma regge fino in fondo, anche se ad oggi non basterebbe per restare in A, i Viola non riescono a sfondare il fortino e rimangono al palo.
 
Bologna-Fiorentina 0-0
Bologna (4-3-3):
Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander, Mattiello (41’st Dijks); Poli, Pulgar, Svanberg (12’st Krejci); Orsolini (27’st Dzemaili), Santander, Palacio. All: Inzaghi
Fiorentina (4-3-3): Lafont; Milenkovic, Ceccherini, Hugo Vitor, Biraghi; Benassi (42’st Dabo), Veretout, Fernandes; Gerson (35’st Mirallas), Simeone (27’st Thereau), Chiesa. All: Pioli
Arbitro: Di Bello di Brindisi
Note: ammoniti Vitor Hugo, Calabresi, Krejci, Palacio. Spettatori 21241


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Mario Calabresi
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