Renzo Piano guarda il cantiere e quelle robinie già piantate: “Cresceranno, saranno più di duecento, formeranno un bosco. Qui faremo un casa sospesa tra gli alberi e provo commozione: oggi è una bella giornata”. L’archistar non aggiunge altro perché “stiamo facendo una cosa importante, ma nulla è più difficile per un architetto che fare un hospice pediatrico, perchè è difficile mettersi nei panni di chi ci starà”. Le firme di tutti gli attori del progetto – Isabella Seragnoli, Renzo Piano, il sindaco Virginio Merola in primis –  poi la pergamena messa nell’involucro di alluminio e infine nel quadrato di cemento che una gru solleva e pone alla base delle fondamenta, proprio nel punto dove sarà l’ingresso della struttura che accoglierà bambini inguaribili. E’ la posa della prima pietra dell’Hospice pediatrico, promosso dalla Fondazione Hospice Mariateresa Chiantore Seragnoli Onlus, avvenuta stamattina nel cantiere aperto poco prima dell’ospedale Bellaria.

Alla cerimonia, con la benedizione di don Domenico Nucci, il sindaco Merola, i vertici della sanità a partire dall’assessore regionale Sergio Venturi e della numero uno dell’Ausl di Bologna Chiara Gibertoni. Tra i presenti anche Romano Prodi che così commenta: “Bologna è ancora una volta all’avanguardia, la fondazione Seragnoli quando fa qualcosa è assolutamente all’avanguardia”. Il sindaco ha ringraziato Isabella Seragnoli per la “tenacia con cui è arrivata a questa realizzazione. Lei parla con i fatti” e questo “sarà un piccolo grande capolavoro che resterà nella storia architettonica e sociale della nostra città”. “Forse le istituzioni, io parlo per quella che rappresento – ha sottolineato Venturi- non sempre sono state all’altezza della sua spinta e del suo entusiasmo”.

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“Costruire è l’opposto di distruggere: se costruisci un luogo di compassione e passione e di solidarietà, è positivo” osserva Renzo Piano.
L’edificio, formato da un corpo centrale e diversi ‘satelliti’ collegati, copre una superficie totale di 12.000 metri quadrati. Lo scavo delle fondamenta è iniziato nell’autunno del 2018: ora comincia la parte di costruzione vera e propria. Il termine è previsto a fine 2021.

L’Hospice, uno dei pochi in Italia e l’unico in Emilia Romagna, sarà un centro di riferimento regionale per l’erogazione dei servizi di cure palliative pediatriche: 14 camere per i piccoli pazienti affetti da gravi malattie, stanze con oblò sopra il letto, “per far vedere il cielo”, e pareti che sono vetrate che affacciano sul verde, spiega nei dettagli l’architetto Stefano Russo. Insomma, una casa sospesa tra gli alberi come il sogno di ogni bambino. Un progetto da oltre 20 milioni di euro, interamente finanziato dalla fondazione Seragnoli, che prevede anche alloggi per le famiglie, ambulatori e spazi per le terapie.


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