BOLOGNA – Il centro sociale Xm24 è sotto sgombero. Tutta la zona in Bolognina, storico quartiere della prima periferia, è militarizzata e bloccata dalla presenza dei blindati di polizia e carabinieri. Attivisti asseragliati su una tettoia, gli altri in presidio di solidarietà a suon di canti e balli. Ruspe al lavoro per svuotare lo stabile.

Le forze dell’ordine si sono presentate intorno alle 5.30 per quello che era uno sgombero annunciato da giorni. I militari in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione e allontanato alcuni attivisti, mentre un gruppo di loro (inizialmente 150, poi ridottisi a una trentina verso le 7) è rimasto all’interno dell’edificio di via Fioravanti 24, messo sotto sfratto dal Comune di Bologna che intende realizzare dieci appartamenti di cohousing.

I militanti da subito hanno chiamato a raccolta i solidali usando fuochi d’artificio e tramite Facebook: “Venite in supporto”, “Portate la vostra fantasia e creatività contro il nulla che avanza”. Verso mezzogiorno alcuni antagonisti hanno cominciato a scendere dal tetto nel tentativo di intavolare una trattativa col Comune.

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Il centro sociale ha infatti chiesto un incontro col direttore generale Valerio Montalto e con il presidente del quartiere Daniele Ara alla presenza dei consiglieri comunale e regionale di Coalizione civica e Sinistra italiana, Emily Clancy e Igor Taruffi. “Ormai è difficile tornare indietro, ma contiamo di evitare il peggio. Sarebbe utile che l’amministrazione si assumesse le proprie responsabilità, avendo disposto lo sgombero” dicono i consiglieri.

Nel frattempo sempre in rete il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta: “Molto bene, la musica è cambiata: ordine, legalità e democratiche ruspe!”, mentre il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni parla di “giornata storica”. A Salvini risponde il sindaco di Bologna Virginio Merola: “Può occupare meglio il suo tempo e lasciare perdere le ruspe di Bologna. Pensi piuttosto alle ruspe che non ha ancora mandato a sgomberare le occupazioni illegali di CasaPound. Qui a Bologna sappiano benissimo cosa fare per garantire legalità e rispetto”, aggiunge il primo cittadino, procedendo “con equilibrio e coerenza. Lo facciamo dopo avere esplorato fino in fondo le vie del dialogo e le soluzioni praticabili nell’ambito della legge e delle regole. L’intervento di questa mattina non chiude la porta alla possibilità di trovare una soluzione come abbiamo fatto in altri casi”.

Mentre c’è chi rimane a manifestare dalla tettoia (anche con qualche uovo di vernice), tutti gli altri sono riuniti all’esterno forniti di pentole e coperchi per disturbare sonoramente l’operazione dello sgombero. Le forze di polizia si sono presentate anche con le ruspe, già al lavoro, così come la ditta di traslochi chiamata dal Comune, che sta iniziando a svuotare lo stabile.

Allontanato a insulti dai manifestanti in presidio il consigliere comunale della Lega Umberto Bosco, mentre il centrodestra esulta per l’azione delle forze dell’ordine.

“Complimenti all’amministrazione per questo insensato atto di forza, che vede anche l’impiego di una ruspa, tanto perché sia chiaro l’immaginario di riferimento e quale idea di città abbia vinto, oggi” attacca Coalizione civica. Per Matteo Orfini, deputato Pd, “Ancora uno sgombero, le ruspe, i blindati. Non può essere questa la soluzione. Si interrompa questo show e riprenda il dialogo”.

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Con lo sgombero di oggi si chiude ogni tentativo di soluzione alternativa: nessuna trattativa è andata a buon fine fra amministrazione comunale e Xm24, che è presente da 17 anni con attività varie, per concordare una nuova sede, visto che il centro sociale ha rifiutato quella proposta.

La convenzione con Palazzo d’Accursio era scaduta nel 2016, una decina di giorni fa l’ultimatum del Comune per liberare gli spazi dopo le proteste degli antagonisti, con un partecipato corteo cittadino (foto) e in Consiglio comunale.

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Nei giorni scorsi i membri del collettivo, sentendo vicino lo sgombero, avevano coperto i murales tutelati dalla Soprintendenza presenti sulle pareti esterne dell’edificio e portato via gran parte delle attrezzature, e si preparavano “alla resistenza”.
 


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