Niente prosecco, né spumanti e nessun prodotto che arrivi dal Veneto. Mentre il governatore leghista Luca Zaia batte cassa con il “suo” ministro Salvini, pretendendo l’immediata approvazione di una legge sull’autonomia differenziata senza sconti né concessioni al M5s, in Calabria è dai banconi dei bar che parte la protesta.

Il primo a schierarsi contro le ansie autonomistiche del presidente della Regione Veneto, che rivendica la facoltà di trattenere in regione il residuo fiscale, è stato lo storico Bar Panoramico di Cosenza, che da qualche giorno ha bandito ogni prodotto di origine veneta da scaffali e cucine. E lo ha anche reso noto a tutti con una grande locandina affissa alle vetrine che lo identifica come “Bar Devenetizzato” in cui “i cocktail sono preparati con vini bianchi di origine locale”. 

Non si tratta di un’iniziativa personale, ma di un’adesione – dice il titolare – assai convinta alla campagna lanciata dallo scrittore Pino Aprile, autore del best seller “Terroni”. Il motivo lo spiega in sintesi la locandina che lo scrittore ha messo a disposizione sulla sua pagina facebook, invitando tutti i gestori di bar e ristoranti ad affiggerla nel proprio locale.

“La Regione Veneto ha deciso di trattenere tutto il residuo fiscale – si legge nel colorato manifestino – Vuol dire che le tasse pagate in Veneto resteranno integralmente in Veneto. Quindi se tu consumi prodotti veneti, non solo arricchisci le imprese Venete, ma significa anche che le tasse che paghi sulla bottiglia di vino veneto (i tuoi soldi) andranno a finanziare solo scuole, ospedali e strade del Veneto. E le scuole, ospedali e strade del Sud chi li finanzia?”. 

Una traduzione assai immediata di mesi di dibattito politico che per il cittadino medio continua a rimanere assai fumoso, ma “così – dice chi ha aderito alla campagna – diventa comprensibile”. E lo coinvolge con un appello, che nella locandina è messo ben in evidenza e in maiuscolo: “Scegli di finanziare le tue scuole, i tuoi ospedali, e le tue strade: Consuma solo prodotti della tua regione!”. 

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Alla gente del Sud diverte e piace, a politici e imprenditori veneti decisamente di meno. A chi ha aderito alla campagna di Aprile, il capogruppo della Lega in consiglio regionale veneto, Nicola Finco, manda a dire “se la prendano con i loro amministratori, spesso accusati di collusione con la mafia e di sperpero del denaro pubblico. Se i loro bilanci regionali o la loro economia sono in sofferenza, non è certo colpa del Veneto”.

E se l’assessore regionale alla Programmazione, Federico Caner, parla di “invidia verso i veneti, per tutto quello che rappresentiamo e produciamo”, quasi offeso sembra Stefano Zanette, presidente del Consorzio prosecco doc, che sostiene “I baristi del Sud possono anche fare a meno di vendere i nostri prodotti. L’importante è che non vendano spumanti spacciati per prosecco, come fanno spesso”

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