Libero davvero, finalmente. Anche se sulla sua testa pende una condanna di 5 anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Medhanie Tesfamariam Behre, 32 anni, eritreo, ha lasciato il Centro per i rimpatri di Pian del Lago a Caltanissetta. “Sono felice, mi sento libero. È stato un incubo. Voglio riabbracciare la mia famiglia”, dice l’eritreo appena fuori da Pian del Lago. 

La commissione territoriale di Siracusa, composta da rappresentanti della prefettura e da un componente Unhcr, ha accolto la richiesta di asilo politico con domicilio a Palermo proposta dall’avvocato dell’eritreo lo scorso 12 luglio. 

Quello stesso giorno la Corte d’Assise- sezione seconda, presieduta da Alfredo Montalto, aveva dichiarato assolto l’uomo dall’accusa di essere il più spietato trafficante di uomini, il temuto generale Medhanie Yedhego Mered. Si è trattato di un errore che per tre anni ha visto in aula l’avvocato Michele Calantropo ha dimostrato portando in aula anche tre Dna: quello della madre di Tesfamariam, quello del figlio del vero generale e della moglie. Intanto per oltre tre anni Medhanie Tesfamariam Behre è rimasto in carcere. Adesso è un rifugiato politico e gli sarà consegnato un passaporto dall’Unhcr. 

C’è soddisfazione nelle parole del legale Michele Calantropo: “È finalmente libero il mio assistito e continuiamo la battaglia per il riconoscimento dei diritti di questo migrante”.


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