“Elder ci ha detto che aveva paura di essere strangolato, di essere oggetto di un’aggressione da parte di Cerciello quella notte, non sapeva che fosse un carabiniere”. Lo riferiscono gli avvocati Roberto Capra e Renato Borzone, legali di Finnegan Lee Elder, il ragazzo americano reo confesso dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Elder non ha ribadito la confessione al Gip.  

I genitori del giovane californiano non vede l’ora di “scoprire la verità” e che il ragazzo “torni a casa”. Lo ha detto un avvocato leggendo una nota, all’esterno dell’abitazione della famiglia, nei sobborghi di San Francisco, accanto ai genitori del giovane.
“Riteniamo che il pubblico abbia un resoconto incompleto della vera versione dell’accaduto”, ha detto l’avvocato, Craig Peters. Il legale, che non ha risposto alle domande dopo aver letto il comunicato, ha ripetuto il cordoglio degli Elder per la famiglia della vittima (“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con loro”) e ha aggiunto che Finn  “sta bene. E’ stanco, pieno di rimorsi e impaurito. Ha il nostro pieno supporto – ha aggiunto- e noi siamo al suo fianco”.

La dichiarazione è stata fatta – riferisce sul suo sito online The Mercury News, uno dei media della Bay Area di San Francisco- dopo che il padre del giovane, Ethan, è rientrato in California dall’Italia. Nei giorni scorsi Ethan Elder è stato a Roma dove ha visitato nel carcere di Regina Coeli il figlio 19enne.

Intanto si aggrava anche la posizione di Sergio Brugiatelli, la persona a cui i due ragazzi californiani rubarono lo zaino la notte tra il 25 e il 26 luglio. L’uomo rischia l’accusa di favoreggiamento in relazione all’indicazione, data dopo l’omicidio e poi ritrattata, che gli autori fossero dei magrebini
 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop