MODENA – Dimesso dal Pronto Soccorso dell’Ospedale ‘Ramazzini’ di Carpi nel Modenese – dove si era recato in seguito a un malore intorno alle 4 di venerdì – un giovane di 21 anni; Davide Bellimbusto, è stato trovato privo di vita, nella mattinata di sabato, all’interno della sua abitazione che si trova sempre nella città emiliana. A rinvenire il cadavere sono stati direttamente i familiari. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 ma anche i Carabinieri che stanno conducendo accertamenti in merito all’accaduto.

“L’ambulanza del 118 – ricostruisce in una nota l’Ausl di Modena – è giunta al domicilio poco dopo le 10, trovando il ragazzo già in arresto cardiocircolatorio. Immediatamente sono iniziate le manovre rianimatorie avanzate, continuate anche all’arrivo del medico dell’elisoccorso che era stato preventivamente attivato. Le manovre sono proseguite per più di un’ora, finché gli operatori hanno dovuto constatare il decesso, avvenuto intorno alle 11.30.  Il giovane alle ore 4.29 di ieri aveva effettuato un accesso al Pronto soccorso di Carpi per dolore toracico aspecifico. Visitato e sottoposto ad accertamenti clinici e strumentali in assenza di riscontri patologici, il paziente è stato dimesso alle ore 7.18, con invio al curante”.

Il ragazzo, diplomato e impiegato come magazziniere, viveva con la madre, il fratellino e il compagno della madre, che lo ha ritrovato senza vita in bagno. Durante il breve ricovero, il giorno prima, Davide aveva postato una sua foto su Instagram con la flebo al braccio e una battuta.

I carabinieri hanno acquisito la cartella clinica per verificare che i controlli del Pronto Soccorso siano stati effettuati nel rispetto del protocollo.

Il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli ha commentato l’accaduto sulla sua pagina Facebook: “è una tragedia immane – le sue parole -, penso che ora sia il momento del rispetto per il dolore indescrivibile che sta provando quella famiglia a cui come comunità ci stringiamo, in attesa che vengano svolti i dovuti rilievi e fatte le verifiche del caso nella pretesa che è di tutti i cittadini, in primis del sottoscritto, di sapere realmente cosa è accaduto”.


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