E adesso sul “23 marzo nero” arriva lo stop di Giuseppe Sala. “La manifestazione che CasaPound sta organizzando a Milano è oltremodo oltraggiosa. Auspico che il prefetto e il questore la vietino”, scrive il sindaco di Milano in un post su Facebook. Dopo la denuncia di “Repubblica”, sul caso della kermesse dell’estrema destra in programma il 23 marzo a Milano per celebrare il centesimo anniversario dei Fasci italiani di combattimento adesso intervengono le istituzioni.

Il primo altolà arriva da Palazzo Marino e riguarda il concerto-raduno annuciato da CasaPound. Un evento che i “fascisti del terzo millennio” stanno pubblicizzando da giorni e che sarà accompagnato in città da altre iniziative nostalgiche e commemorative dell’inizio del fascismo. Una sfida che il sindaco Sala non ha nessuna intenzione di tollerare. “Non accetteremo mai alcun tipo di raduno, corteo o iniziativa che inneggi e celebri il fascismo nella nostra città – scrive il primocittadino -. Milano è e resterà sempre una città profondamente antifascista”.

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La linea del Comune è dunque quella dello stop alle “tartarughe nere” di Gianluca Iannone e Simone Di Stefano. Che su Fb rilanciano: “Il nostro concerto si farà, con buona pace dell’Anpi”, e del cronista che scrive. La palla ora passa alla questura e alla prefettura. Sono loro – ha ricordato Sala – che decidono se autorizzare o meno una manifestazione: qualuque essa sia, concerto o altro.

La presa di posizione di Sala va nella direzione auspicata da Anpi e Osseratorio sulle nuove destre. “Bene l’intervento del sindaco – dice Roberto Cenati -. Chediamo da giorni di vietare questo raduno neofascista che arrecherebbe un grave oltraggio a Milano e all’ intero Paese nel tragico anniversario della nascita del fascismo”.

Sulla vicenda è intervenuto in giornata anche Emanuele Fiano. “Inaccettabile provocazione di CasaPound. Se scendono in piazza i fascisti per i 100 anni del fascismo, scenderemo in iazza anche noi. Non permetteremo l’esaltazione degli assassini”.


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