BOLOGNA – Prospettava la possibilità di dare in affido minorenni senza scadenza. E’ quanto emerge da un’intercettazione agli atti dell’inchiesta Angeli e Demoni, seguita dalla Procura e dai carabinieri di Reggio Emilia: la dirigente del servizio sociale della Val d’Enza, Federica Anghinolfi, agli arresti domiciliari, ne avrebbe parlato con coppie che fanno parte di associazioni lgbt di una città del Sud Italia.

Le coppie le domandavano degli affidi temporanei, dicendosi preoccupate del fatto di potersi affezionare ai bambini e poi di perderli, se questi avessero fatto ritorno a casa. Anghinolfi li rassicurava dicendo che se i genitori continuavano a essere ritenuti inadeguati dalle relazioni dei servizi sociali, i figli potevano anche non tornare mai nelle famiglie di origine, rimanendo ‘sine die’ con gli affidatari. Di fatto, come un’adozione.

Non solo. Emerge anche il caso di affidi fantasma, cioè bambini sulla carta affidati a una donna, che in realtà non li ha mai accolti a casa. La circostanza emerge dalle carte dell’inchiesta: ne dà notizia il Resto del Carlino. E’ la donna nominata affidataria a raccontare che l’affido a suo nome fatto da Federica Anghinolfi, era falso

Anghinolfi è figura chiave nell’inchiesta dove si contestano anche lavaggi del cervello ai minori, abusi inventati e relazioni dei servizi sociali falsate che hanno avuto l’effetto di togliere i bambini alle famiglie di origine.

Clima di pressioni e minacce a Bibbiano

Ieri intanto, come riferisce Gazzetta di Reggio, è saltato, anche per la troppa pressione attorno alla vicenda l’incontro tra i genitori naturali e uno dei minori coinvolti nell’inchiesta e allontanato sulla base di relazioni dei servizi sociali che secondo la Procura non sono veritieri.

Inoltre, non si attenua il clima di minacce e intimidazioni nei confronti dei dipendenti pubblici dell’Unione della Val d’Enza, segnalato dai sindacati. Per questo il prefetto di Reggio Emilia ha disposto un rafforzamento della vigilanza al municipio di Bibbiano, alla sede dei servizi sociali e a quella locale del Pd.

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Intanto quattro dei sei bambini coinvolti nell’inchiesta sono tornati a casa. Lo ha stabilito il Tribunale dei minori di Bologna che sta controllando tutti i casi al centro dell’indagine e degli ultimi due anni. Questi quattro ricongiungimenti sono avvenuti prima del 27 giugno, giorno in cui sono scattati gli arresti e le misure cautelari per 18 persone: il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, la dirigente Anghinolfi, assistenti sociali e tre psicoterapeuti della Onlus Hansel e Gretel tra cui Claudio Foti.

Zingaretti: “Duri coi responsabili e gli sciacalli”

Oggi Nicola Zingaretti, segretario del Pd, con una lettera alla Gazzetta di Reggio, è intervenuto sul caso degli affidi illeciti di Bibbiano: “Vigilerò perché si faccia la massima chiarezza e sia punito senza pietà ogni tipo di responsabilità. E vigileremo perché si assicuri tutta la protezione di cui hanno bisogno ai minori che stanno affrontando una prova difficilissima”. Zingaretti, però, mette in guardia anche dalle strumentalizzazioni. “Abbiamo denunciato e denunceremo – prosegue – chiunque in maniera scellerata e irresponsabile sta strumentalizzando questa vicenda per raccattare voti e fare sulla pelle di bambini, campagne di denigrazione di avversari politici. Tipico di chi non ha argomenti e di tanti sciacalli che popolano oggi il palcoscenico della brutta politica. Una preghiera e un appello: stop a questa insensata spirale di odio e ogni genere di speculazione, nel rispetto dei bambini, delle famiglie, delle comunità scosse da questa vicenda”.

Il Pd, dice Zingaretti, seguirà l’indagine della magistratura “e si costituirà parte civile nell’eventuale processo. Siamo e saremo in prima linea per chiedere che nelle indagini vengano garantite massima velocità e chiarezza. Parallelamente ci batteremo in parlamento per migliorare il regime degli affidi, aumentando controlli e trasparenza. Nessuno scherzi con la vita dei bambini”.


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