Consiglio superiore della magistratura sempre più a rischio scioglimento. E sale lo scontro sul ruolo dell’ex ministro Pd Luca Lotti. Con il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio che, nell’atto di incolpazione a carico di cinque togati del Csm, riferendosi a Lotti – indagato a Roma per il caso Consip – scrive:  “Si è determinato l’oggettivo risultato che la volontà di un imputato abbia contribuito alla scelta del futuro dirigente dell’ufficio di procura deputato a sostenere l’accusa nei suoi confronti”. Mentre nelle intercettazioni si sente l’ex ministro che – a proposito del vicepresidente del Csm David Ermini – dice: “Però qualche messaggio gli va dato forte”. Parole pronunciate durante la famosa riunione del 9 maggio scorso in cui Lotti parlava con Luca Palamara, Cosimo Ferri e consiglieri del Csm della strategia per la nomina del successore di Giuseppe Pignatone. 

rep

La difesa di Lotti

Oggi Luca Lotti – uno dei dem protagonisti delle cene sulle nomine dei magistrati, insieme a Cosimo Ferri – ha scelto di difendersi e di farlo su Facebook. “In un incontro che si è svolto in un dopocena ho espresso liberamente le mie opinioni: parole in libertà, non minacce o costrizioni”, dice l’esponente renziano. “È stato scritto che lì sarebbero state decise le nomine dei capi di alcune Procure, scelta che in realtà spetta al Csm. Quindi ho commesso reati? Assolutamente no – aggiunge – ho fatto pressioni o minacce? Assolutamente no. La conferma, peraltro, è arrivata anche ieri dalle parole di Morlini, che ho incontrato una sola volta in tutta la mia vita”.

rep

Un caso che evidentemente imbarazza il Partito democratico. Nei giorni scorsi è stato soprattutto l’ex procuratore nazionale antimafia e nuovo europarlamentare Franco Roberti a far sentire la sua voce. “Ci troviamo di fronte a fatti gravissimi, che aprono una questione morale, di etica della responsabilità, che riguarda i magistrati ma anche la politica. A partire dal Pd”, ha detto intervistato da Repubblica. E ora emergono nuovi dettagli dalle intercettazioni.
 

Le parole di Lotti contro Ermini

A rendere più complicata la posizione di Lotti sono le parole pronunciate dall’ex ministro durante la riunione del 9 maggio. Sono riportate nell’atto di incolpazione con cui il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio ha avviato l’azione disciplinare a carico di cinque consiglieri del Csm. “Però qualche messaggio gli va dato forte”, dice Luca Lotti riferendosi al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini. Uno di questi consiglieri, Corrado Cartoni, diceva a Palamara: “Ho problemi con Ermini, ci ho litigato”. David Ermini esce dalle intercettazioni di Perugia come un ostacolo alle “strategie” di Lotti, Ferri e Palamara. 
 

Pg Cassazione: “In riunione accordi per nomina del capo di Roma”

Sempre nell’atto di incolpazione scritto da Fuzio, si legge anche: c’era una vera “strategia di danneggiamento” di uno dei candidati alla carica di procuratore di Roma, il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, che venne prefigurata nella riunione del 9 maggio scorso , organizzata dall’ex presidente dell’Anm Luca Palamara e Cosimo Ferri, con Luca Lotti e cinque consiglieri togati del Csm. Mentre si lavorava per “l’enfatizzazione” del profilo professionale del Pg di Firenze Marcello Viola, il candidato voluto dai politici e che è stato poi il più votato dalla Commissione per gli incarichi direttivi nella seduta del 23 maggio scorso.

Fi: “Mattarella sciolga il Csm”

E intanto sulla vicenda si fa sentire anche Silvio Berlusconi chiedendo a Mattarella di sciogliere il Csm: “L’attuale Csm – si legge in una nota di Forza Italia – è gravato da ombre troppo serie per poter svolgere la sua funzione con la necessaria autorevolezza e imparzialità. Ci rivolgiamo dunque al capo dello Stato, massimo garante delle regole democratiche, con un rispettoso ma accorato appello affinché proceda al più presto allo scioglimento del Csm”.
 

Si dimette terzo consigliere del Csm

Oggi intanto il togato Antonio Lepre, di Magistratura indipendente (la corrente di destra dei magistrati), ha dato le dimissioni. Fino a ieri si era autosospeso. Salgono così a tre i membri del Csm che hanno fatto un passo indietro (dopo Luigi Spina, di Unicost, che si è dimesso il primo giugno e Gianluigi Morlini che l’ha fatto ieri).  Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha intanto firmato la richiesta di procedura disciplinare nei loro confronti e anche per i due consiglieri che si sono finora solo autosospesi, cioè Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli. “Voglio che sia chiaro è che la situazione è chiaramente grave, e questa gravità va affrontata dalle istituzioni che devono rimanere compatte”, ha detto Bonafede.

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop