Una lettera alla sua omologa di Lodi per proporle di collaborare e non escludere alcun bambino dalla mensa scolastica. L’iniziativa di Enrico Pusceddu, sindaco di Samassi, un comune del Sud Sardegna, va oltre la raccolta fondi per riportare tutti alla refezione scolastica. Pusceddu, infatti, invita Sara Casanova a Samassi “per un confronto” e per mostrarle quel che un comune che non ha un’economia paragonabile a quella del Nord Italia riesce a fare per l’inclusione e i servizi sociali.

Il comune di Samassi, infatti, grazie alla collaborazione con l’azienda sanitaria e i produttori locali porta sui tavolini della scuola dell’infanzia cibo sano, a chilometro zero e a costi minori. Lenticchie e la classica pasta sarda, la fregula, sono nel menù quotidiano e l’amministrazione è riuscita anche a convincere i genitori a usare soltanto l’acqua del rubinetto. Il tutto gli è valso nel 2016 una menzione speciale e nel 2017 il premio “Mensa Verde“.

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Pusceddu, Pd, ha spedito la sua lettera alla sindaca di Lodi, e poi l’ha postata su Facebook, dove le condivisioni sono state moltissime. Il sindaco di Samassi si è rivolto alla collega premettendo che “Samassi è un piccolo paese del Sud Sardegna, situato nella (ex) Provincia del Medio Campidano che ancora oggi le statistiche considerano la più povera d’Italia” e che “probabilmente il Comune che ho l’onore di amministrare non ha nulla a che vedere con l’economia e con le dinamiche sociali dei ricchi Comuni del Nord Italia e di Lodi in particolare”.

“Però una cosa ci accomuna – scrive Pusceddu -, anche noi siamo una Comunità ormai multietnica (convivono con i samassesi cittadini di altre 15 nazionalità) e anche noi Amministratori sardi combattiamo ogni giorno tra mille difficoltà per cercare di far quadrare i conti senza ridurre i servizi resi a chi risiede nel nostro territorio”.

A proposito della delibera con cui la giunta di Casanova ha finito per escludere bambini non italiani, Pusceddu osserva che la decisione “rischia di ripercuotersi sui servizi resi ai bambini che come Sindaci abbiamo il dovere di tutelare nel loro percorso di formazione. Ma non solo, rischia anche di vanificare indirettamente il lavoro che ogni giorno fanno gli Amministratori che investono risorse ed energie sui temi dell’integrazione sociale e culturale dei nostri studenti a cui raccontiamo che i bambini sono tutti uguali, sono semplicemente bambini. Penso condividiate che la necessità di far quadrare il bilancio e la giusta lotta ai “furbetti” non possa e non debba intaccare i servizi da rendere ai bambini”.

Poi il passo avanti, il dialogo contro la chiusura: “Volevo proporvi di collaborare – è l’invito di Pusceddu -. Sarebbe un piacere ospitarvi a Samassi per parlare di ristorazione scolastica. Non abbiamo nulla da insegnare ma un confronto potrebbe essere utile. Nel nostro piccolo possiamo andar fieri di un pluripremiato servizio di “mensa scolastica” (di recente ci è stato assegnato il titolo di miglior mensa scolastica d’Italia) che riesce a coniugare l’altissima qualità degli alimenti offerti ai bambini a costi assolutamente contenuti per le famiglie. È un progetto pilota che ormai da 6 anni produce ottimi risultati e che in tanti Comuni stanno seguendo”.

Una politica che non ha portato soltanto cibi più genuini, ma anche risparmio, come osserva il sindaco, infatti: “Un pasto costa all’Amministrazione pubblica poco meno di 5 euro e di questi solo 2 euro sono a carico delle famiglie. Non ci sono distinzioni di nessuna natura per i bambini e ancor meno per nazionalità di provenienza. Gli aspetti di natura amministrativa (carte, bolli, documenti e certificati) sono ridotti al minimo a fronte di una quasi assente evasione contributiva da parte delle famiglie, anche tra le più indigenti. Insomma è un progetto che funziona”.

“Tutti coloro che frequentano le scuole a Samassi godono dei medesimi servizi e gli “italiani” sono i primi a chiederci di lavorare in questa direzione – conclude il sindaco – perché ogni euro investito in integrazione sociale (la mensa scolastica è la regina delle integrazioni) è un euro che risparmiamo in servizi assistenziali, oltreché un euro investito in educazione civica dei futuri cittadini italiani. Di tutto ciò mi piacerebbe parlare con Voi rinnovando l’invito ad avervi nostri ospiti.Nel frattempo, se fosse necessario, ci rendiamo disponibili ad attivare qualsiasi iniziativa, anche di natura economica, per supportare il Comune di Lodi nella fornitura dei pasti a tutti i bambini stranieri che avessero difficoltà a produrre le certificazioni da Voi richieste”.


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