ROMA – Migliaia di ossa all’interno del Cimitero Teutonico, nella Città del Vaticano. Il genetista della famiglia Orlandi, Giorgio Portera, all’uscita dal sepolcreto dove si stanno cercando i resti di Emanuela Orlandi ha rivelato: “Non ci aspettavamo di trovare così tante ossa. Oggi ne sono state recuperate migliaia, dunque si ipotizza la presenza di decine di persone. Sono ossa piccole e grandi, soprattutto ossa craniche che sono riconducibili a soggetti adulti e più giovani”.

Si riapre la possibilità di trovare novità su un caso che affonda le sue radici nel 1983: il 23 giugno la quindicenne Emanuela, figlia di un dipendente del Vaticano e residente nella città santa, sparì mentre stava raggiungendo una scuola di musica. Da allora, non è mai stata trovata. Il genetista Portera aggiunge: “Ora bisognerà datare le ossa e capire se sono reperti di qualche decina di anni o di centinaia di anni fa. Il caso è ancora assolutamente aperto. Lo stato di conservazione cambia a seconda della fossa in cui sono state custodite in queste decine o centinaia di anni, ma solo un accertamento strumentale riuscirà a dare una smentita o una conferma. Certo, non ci aspettavamo un numero così enorme di ossa perché più sono e più è complicato l’accertamento”.

L’avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi, ha aggiunto: “La settimana scorsa sono state aperte due botole, profonde un metro e mezzo, quindi sono state sigillate e riaperte questa mattina. Le ossa prelevate vengono messe dentro grandi sacchi”. Ancora: “I lavori continueranno la settimana prossima per comprendere una prima datazione”.

Federica Orlandi, sorella di Emanuela, all’uscita dal Cimitero Teutonico con tono provato ha detto: “Sono esperienze molto forti, noi continuiamo a cercare la verità”.


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