Uccidere per pietà non è un’attenuante. Lo ha ribadito oggi la Cassazione confermando la condanna per omicidio volontario senza “sconto etico” a un marito che aveva sparato alla moglie ricoverata allo stadio finale per Alzheimer.

In attesa che il Parlamento, sollecitato dalla Consulta, faccia una legge sull’eutanasia attesa entro il prossimo settembre, la Cassazione rimane dunque del parere già espresso altre volte che non meriti le attenuanti di aver agito con “particolare valore morale” chi uccide una “persona che si trovi in condizioni di grave ed irreversibile sofferenza fisica”.

Non sono infrequenti i casi drammatici in cui qualcuno pone fine alla vita della persona che ama non sopportando più di vederla soffrire. A marzo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso la grazia a un uomo di 87 anni, Gastone Ovi, che nel 2012 aveva soffocato con un cuscino la moglie Ester, parrucchiera ormai gravemente malata di Alzheimer, dopo un matrimonio durato più di 50 anni.


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Mario Calabresi
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