Paura e gente in strada, soprattutto famiglie con bambini piccoli, nei paesi vicini all’epicentro del terremoto 4.8 registrato alle 3:19 vicino Viagrande e Trecastagni in provincia di Catania. Si registrano danni a Santa Venerina dove sono caduti calcinacci dalla facciata della chiesa principale Bongiardo, a Zafferana etnea e nell’Acese. Molta gente, impaurita, è scesa per strada.

Segnalati danni ad abitazioni. Sui social decine di commenti di persone spaventate dal sisma. Il tweet di Fede: “Sto piangendo come una foglia. È stato troppo forte. Siamo per tutti per strada qui”. C’è anche chi, come Giulia, trova la forza di fare dell’ironia: “Vuoi avere il parco giochi nelle stanza con effetto sorpresa? – twitta – niente di più facile! vieni a Catania mentre l’Etna è in eruzione, garantiamo un letto-sedia-a-dondolo, lampadari-altalena e persino poltrone idromassaggio”.

Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma, avvenuto alle 3,19, ha avuto ipocentro a solo 1 km di profondità ed epicentro vicino ai comuni di Viagrande e Trecastagni. Al momento non si segnalano danni a persone.

Da quando è cominciata l’eruzione dell’Etna, questa è la 73esima scossa registrata nel Catanese dall’Istituto nazionale terremoti. La prima è del 24 dicembre, alle 9,59. Da allora lo sciame sismico che ha investito la provincia di Catania non si è ancora fermato. E l’ultima di questa notte è stata anche la più forte.

Qualche vecchia casa disabitata in massi lavici ha subito danni a Zafaferana Etnea, mentre in diverse case dell’Acese sono caduti suppellettili da credenze e mensole e oggetti appesi ai muri. Il terremoto è stato leggermente avvertito anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano.

Nelle ultime ore l’Etna ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande ‘energia’ e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell’edificio vulcanico.

Dalla mezzanotte sono state almeno sette le scosse di terremoto (considerando solo quelle di magnitudo uguale o superiore a 2) registrate sull’Etna, tra cui una di magnitudo 3.3 all’01:09 con epicentro 4 chilometri a nord di Aci Sant’Antonio.

 


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Mario Calabresi
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