Furbetto? Giuseppe Di Silvestro, 55 anni, quaranta dei quali trascorsi a Ramacca, nel Catanese, ma da quindici anni trapiantato tra Casale Monferrato, in Piemonte, e Montefiore Conca, in provincia di Rimini, con un’identità che prima di lasciare il suo paese ha rubato a un compaesano invalido civile grave, ricoverato in una struttura sanitaria di Palagonia. 

Prima in Piemonte e poi in Romagna, Giuseppe Di Silvestro si è calato nella nuova identità, ha affittato casa sotto mentite spoglie, ha lavorato come operaio senza pagare le tasse, quando ha perso il posto ha pure preteso l’indennità di disoccupazione, e si è pure sposato con un’ucraina pur essendo in Sicilia già coniugato, con quattro figli.

Vita parallela in tutto e per tutto, sino a quando l’Agenzia delle entrate non ha recapitato all’invalido ricoverato nella casa di cura di Palagonia una cartella esattoriale da 4mila euro per i mancati pagamenti delle tasse da operaio. Un particolare che ha insospettito e non poco il malato che, accompagnato da un parente, è andato prima all’ufficio delle tasse e successivamente al Comune. I primi gli hanno comunicato che lui risultava essere stato a Casale Monferrato un abile operaio specializzato e che era in debito con l’erario per non avere versato un solo centesimo di tasse e contributi. E infine che era pure convolato a nozze con un’affascinante ucraina. L’anziano si è fatto subito accompagnare dai carabinieri per denunciare il furto d’identità.

Le indagini hanno portato in carcere Giuseppe Di Silvestro, la sorella Anna, 62 anni, e la seconda moglie, l’ucraina Valetina Yuriyvina Dyptan, 52 anni. Alle due donne sono stati contestati i reati in concorso con Di Silvestro, che vanno dal furto d’identità, alla sostituzione di persona e alla truffa ai danni dell’Inps.

Il siciliano trapiantato al Nord e l’ucraina sono accusati anche di bigamia: la legge punisce da uno a cinque anni chi si risposa e anche chi accetta un marito bigamo. 


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