VERONA – Show del Cagliari a Verona, un 3-0 contro il Chievo preziosissimo in chiave salvezza. Merito di un equipaggio che ha in Barella e Cragno gli ammiragli. Il primo incanta per la sicurezza e la lucidità con cui tiene il campo. Il secondo  timona la nave quando all’inizio il vento soffia contro e la burrasca potrebbe spingere la nave alla deriva. La dura legge dell’ex si abbatte sul Chievo. Per i Mussi – che non volano più – sembra proprio il canto del cigno Ma va tutto storto alla squadra di Di Carlo, su cui piovono pietre già nei primi 45′. Un Chievo deciso all’inizio di centrare la sua seconda vittoria in campionato, dopo la buonissima prova di Bergamo.

Furia gialla per un quarto d’ora, lo si capisce dopo 20” quando Meggiorini quasi non sorprende Cragno intercettandone un rinvio; e ancora con Meggiorini che si presenta davanti alla porta su splendido cambio di gioco del giovane prospetto Leris, ma Cragno si supera, alzando la bordata ravvicinata dell’attaccante. Insomma nei primi minuti il Cagliari assiste sopravvivendo. Ma poi – cinicamente – colpisce. Specialità della casa, le palle inattive: al primo assalto. La prima rete del match – però – farà molto discutere. Sul cross (pennellato) di Pellegrini, infatti, Hetemaj cade colpito fortuitamente da un gomito di Cacciatore, piazzato davanti a lui. Cacciatore salta e non vede certo arrivare dietro di sé il finlandese naturalizzato. Se poche settimane fa, al Chievo, un episodio del genere era costato il rigore (e la conseguente sconfitta a tempo scaduto, in quel di Udine) stavolta il Var non giudica punibile il contatto. Nel calcio non c’è “giurisprudenza”. Così Pisacane spunta alle spalle dei due e segna legalmente il gol del vantaggio ospite.

E qui sale in cattedra Barella che, prima, rischia grosso, subendo un colpo fortuito da Dioussè, alla spalla, cadendo, che fa temere una lussazione. Birsa si scalda, ma l’azzurrino resta in campo. Buon per il Cagliari. Se Barba, svettando in azione d’attacco, trova solo il palo – a Cragno battuto – dall’altra parte il giovane azzurro di Maran si accende e illumina d’immenso i suoi. Così si inventa slalomista, senza sci, saltando come paletti tre avversari e correndo, prima di servire su un piatto d’argento a Joao Pedro, il pallone dello 0 a 2, un diagonale radente che toglie il tempo al professor Sorrentino.

Sul Chievo piove a dirotto, e addirittura diluvia poco prima del riposo, quando Ionita  in tuffo di testa firma addirittura il tris che vale per il Cagliari un bel tuffo nel mare della tranquillità e la prima vittoria in casa clivense nella storia dei precedenti in serie A . La ripresa non è un pro forma, intendiamoci. Basti vedere alla fine la lunga sfilza di ammoniti. Non ci sono però altri gol. E il Chievo riesce a cercare di fare gioco, con grande orgoglio, anche quando resta in dieci per il doppio cartellino che macchia la cinquantesima in A di un giovane dal sicuro avvenire: Depaoli, con Leris tra gli irriducibili. Fino a eccedere.

Chievo-Cagliari 0-3
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino, Depaoli, Andreolli, Barba, Jaroszynski (53′ Bani), Leris, Dioussé (77′ Rigoni), Hetemaj, Giaccherini; Stepinski, Meggiorini (72′ Pucciarelli). All.: Di Carlo.
Cagliari (4-3-1-2): Cragno, Cacciatore, Ceppitelli, Pisacane, Pellegrini, Faragò, Cigarini, Ionita (80′ Deiola), Barella, Joao Pedro (80′ Birsa), Thereau (70′ Cerri). All.: Maran
Arbitro: Abisso di Palermo
Reti: 16′ Pisacane, 32′ Joao Pedro, 43′ Ionita
NOTE: Recupero: 2′ e 2′ Angoli: 5-5
Espulso Depaoli per doppia ammonizione.
Ammoniti: Depaoli, Farago’, Leris, Bani, Cerri, Giaccherini, Cigarini e Meggiorini.


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