VERONA – La casella delle vittorie recita ancora zero, ma il Chievo è più vivo che mai. Se ne è accorta sulla sua pelle la Lazio, che al Bentegodi cercava il riscatto dopo il ko in casa dell’Apollon e invece ha toccato con mano i progressi della formazione di Mimmo Di Carlo. Al tecnico il merito di aver rigenerato, non solo nello spirito ma anche nei contenuti di gioco, una squadra che sembrava già condannata alla retrocessione. Le lunghezze dalle posizioni utili sono ancora undici ma il secondo pareggio consecutivo, arrivato contro un’altra big, dà certamente morale ai clivensi. L’emblema della rinascita è l’immortale Sergio Pellissier, leonino per novantasei minuti contro la retroguardia laziale, sia in un primo tempo di marca gialloblù che in una ripresa dominata dai capitolini. Inzaghi ha avuto finalmente il coraggio di uscire dallo spartito a volte stantio del 3-5-2 ma non è bastato per rovesciare il risultato, raccogliendo solamente il terzo 1-1 consecutivo in campionato dopo quelli con Sassuolo e Milan: sorpasso in classifica subito dai rossoneri, aspettando il potenziale rientro in zona Champions della Roma.

IL RITORNO DEL “VECCHIO CHIEVO”  – Memore della buonissima prestazione fornita a Napoli, Di Carlo non tocca nulla, confermando la volontà di vedere una squadra aggressiva sul primo possesso laziale e sempre pronta ad attaccare la profondità. La Lazio accusa il colpo, non può contare sulla solita pulizia di Leiva in appoggio ai tre di difesa e, soprattutto, fatica ad appoggiarsi con la palla lunga su Milinkovic-Savic, sempre più lontano parente del giocatore dominante della scorsa stagione. Correa non cuce tra centrocampo e attacco ma predilige lo strappo estemporaneo, per il Chievo la pressione si fa più semplice. Pellissier, preferito a Stepinski, va subito vicino al vantaggio al termine di una ripartenza fulminea, alzando la mira su cross rasoterra di Obi. L’ex granata dà il via anche all’azione dell’1-0, attirando l’attenzione della difesa sul centro-sinistra e pescando Birsa centralmente. Lo sloveno porta palla in transizione e legge benissimo il taglio di Pellissier alle spalle di Acerbi, la botta secca del capitano clivense è imparabile per Strakosha: ottavo centro contro la Lazio per il veterano (suo bersaglio preferito) e gol numero 110 in Serie A, tutti con la stessa maglia. Gli ospiti cercano di prendere in mano il match ma il Chievo si fa guardingo, ne escono soltanto un colpo di testa di Correa fuori misura e un mancino alto di Parolo.

RINASCITA LAZIALE – L’intensità irreale del Chievo non può durare per 90 minuti e Inzaghi cerca di rovesciare il match stravolgendo l’assetto tattico dei suoi: fuori un inguardabile Radu dopo l’intervallo, dentro Caicedo con il passaggio al 4-3-1-2. Correa libero di svariare alle spalle dell’ex Levante e di Immobile, è un’altra Lazio. Il primo squillo arriva dopo soli otto minuti, proprio Correa per Immobile che esalta i riflessi di Sorrentino. Patric per Marusic per avere ancora più spinta in casa Lazio, il Chievo cerca di arginare le offensive laziali con Cacciatore al posto di Meggiorini. Sorrentino smanaccia un cross di Parolo e Lulic manca il tap-in, murato da Bani, per il pareggio è questione di minuti. Ennesima combinazione Correa-Immobile all’ingresso nei sedici metri, la rasoiata del centravanti non lascia la minima chance di intervento a Sorrentino. Il Chievo arranca ma riesce a risalire il campo grazie al lavoro monumentale di Pellissier, che porta a scuola Wallace per tutto il match. Di Carlo gioca la carta dell’ex – Djordjevic per Birsa – e ritrova freschezza in mezzo al campo con l’esuberanza di Kiyine per Obi. Immobile va vicinissimo alla doppietta poco dopo la mezz’ora, è il palo a dire di no all’attaccante. La Lazio insiste, il tiro di prima intenzione di Badelj dai 18 metri fa urlare al gol ma è un’illusione, con la sfera che sibila accanto al palo alla destra di Sorrentino. In un rovente finale è addirittura la Lazio a rischiare, con Pellissier che non riesce a girare un invito dal fondo di Kiyine: Patric salva sulla linea, l’1-1 è forse l’epilogo più giusto tra l’agonismo clivense e la voglia di rimonta biancoceleste.

CHIEVO-LAZIO 1-1 (1-0)
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Depaoli, Bani, Rossettini, Barba; Hetemaj, Radovanovic, Obi (29′ st Kiyine); Birsa (26′ st Djordjevic); Meggiorini (15′ st Cacciatore), Pellissier. All.: Di Carlo
Lazio (3-5-2): Strakosha; Wallace, Acerbi, Radu (1′ st Caicedo); Marusic (11′ st Patric), Parolo, Badelj (37′ st Berisha), Milinkovic-Savic, Lulic; Correa, Immobile. All.: Inzaghi
Arbitro: Maresca
Reti: 24′ pt Pellissier, 21′ st Immobile
Ammoniti: Rossettini, Depaoli, Radovanovic, Cacciatore, Radu, Correa
Recupero: 1′ e 5′


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Mario Calabresi
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