Un porno-ricatto compiuto da una donna ai danni di un’altra donna. Da una candidata a sindaco ai danni di un’altra candidata a sindaco. Nel pieno della campagna elettorale. Questo il quadro emerso dalle indagini del commissariato di Marino, partite dopo la denuncia dell’attuale primo cittadino di Ciampino, la sindacalista Daniela Ballico.

E la Procura della Repubblica di Velletri ha indagato l’ormai ex aspirante sindaco Gabriella Sisti, che non è riuscita neppure ad arrivare al ballottaggio, il marito di quest’ultima, Elio Addessi, e un collaboratore, Vincenzo Piro, con le accuse di furto, ricettazione, diffamazione e attentato contro i diritti politici del cittadino.

Nel maggio scorso, quando ormai la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Ciampino volgeva al termine, Ballico, candidata del centrodestra unito, denunciò di aver subito un porno-ricatto. Spuntò fuori una storia di cellulari e pc rubati, fotomontaggi, strani messaggi fatti circolare sui social network e della diffusione di un carteggio, con immagini particolari, per colpire l’aspirante primo cittadino.

“Non sono mai stata coinvolta in qualche scandalo o in situazioni disdicevoli. Stanno cercando di infangarmi perché forse temono che possa diventare sindaco”, aveva dichiarato la sindacalista. Ballico è poi andata al ballottaggio con il candidato sindaco del centrosinistra, ha vinto e ora è arrivata anche la svolta nell’inchiesta, in cui è finita sotto accusa la civica Sisti. Immagini, conversazioni tra Ballico e un suo collaboratore, e documenti prelevati dal telefonino e dal computer rubati sono stati utilizzati per preparare quello che doveva essere un colpo micidiale alla campagna elettorale dell’attuale primo cittadino.

Un dossier recapitato, tramite un corriere, a numerose persone, tra cui big della politica come Matteo Salvini, Claudio Durigon, Lorenzo Cesa, Antonio Tajani, Pino Cangemi e il segretario dell’Ugl, Paolo Capone. Con tanto di fotomontaggi a luci rosse, in cui Ballico compariva senza veli. Gli investigatori prima hanno identificato l’autore delle spedizioni di quel materiale, che sarebbe stato Piro, come accertato analizzando anche immagini catturate da alcune telecamere di sorveglianza.

Poi le accuse anche a Sisti e Addessi, ex consigliere comunale di Ciampino, responsabile locale dell’Udc e ora impegnato in Regione Lazio, che secondo gli inquirenti avrebbe contattato alcuni leghisti per cercare di far rimuovere Ballico, minacciando che se invece l’avessero lasciata come candidata a sindaco del centrodestra lui avrebbe tappezzato i muri di Ciampino con il materiale utilizzato per il porno-ricatto. Dopo il ballottaggio gli investigatori hanno quindi perquisito le abitazioni dei tre indagati, sequestrando telefonini e computer, ed è così emersa la svolta nell’inchiesta. Le indagini vanno però avanti e gli inquirenti stanno cercando di scoprire eventuali complici.
 


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