ROMA – I tradizionali sistemi di coltivazione dell’uva in Iran e i vitigni Soave in Italia sono stati ufficialmente riconosciuti come Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale (GIAHS), per il loro modo unico di produrre uva e prodotti a base di uva usando pratiche e conoscenze tradizionali preservando biodiversità ed ecosistemi. I siti sono stati designati durante una riunione del gruppo consultivo scientifico GIAHS a Roma questa settimana (28-30 novembre). I criteri di selezione comprendono diversi fattori, sono di importanza globale; hanno valore di bene pubblico in termini di sostegno alla sicurezza alimentare, sussistenza, agro-biodiversità, sistemi di conoscenza, tecnologie adattate e cultura; hanno paesaggi eccezionali. È la seconda volta che i siti in Italia e in Iran vengono aggiunti all’elenco dei sistemi del patrimonio agricolo globale. La rete del patrimonio agricolo globale della FAO comprende ora 54 straordinari paesaggi in 21 paesi in tutto il mondo.

Sistema di produzione dell’uva nella Valle di Jowzan in Iran. Le uve e il sistema di produzione di uva a Jowzan ha una lunga storia. Gli agricoltori hanno reso possibile la coltivazione dell’uva in condizioni di freddo estremo grazie a tecniche uniche al mondo. Conoscenze e strumenti tradizionali consentono agli agricoltori di elaborare più di 40 diversi prodotti di uva su 130 diversi vitigni. Questo, insieme a una maggiore resa per ettaro, abilità uniche dei coltivatori, il giusto livello di zucchero – sono tutti fattori che rendono l’uva e l’uva passa della Valle Jowzan diversa da altre parti del paese e le più vendute tra i consumatori. Nel corso degli anni, il sistema ha migliorato significativamente gli standard di vita delle persone, ma ha anche dato un impulso allo sviluppo turistico e offerto una opportunità unica per rilanciare l’economia rurale.

Vigneti tradizionali Soave in Italia. Le colline e terrazzamenti di Soave rappresentano uno dei sistemi agricoli meglio conservati di valore storico del Veneto. La produzione della vite e del vino nella zona di Soave risale all’epoca dell’impero romano. I vigneti nel loro stato attuale sono stati mantenuti da più di 3 mila famiglie per 200 anni. Questo sistema ha mantenuto i metodi tradizionali per la coltivazione dell’uva Garganega ed è riuscito a garantire una fonte di reddito sostenibile per l’intera catena di produzione: viticoltori, produttori di vino e imbottigliatori, anche durante i periodi più difficili. Nonostante siano costituiti da piccoli o piccolissimi terreni, i vigneti hanno lasciato il segno nei mercati del vino altamente competitivi grazie al forte senso di cooperazione ed  innovazione del consorzio di Soave. Le uve coltivate nel sistema vengono utilizzate per produrre uno dei più famosi vini italiani, il vino Soave.


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Mario Calabresi
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