ROMA – L’e Nazioni Unite hanno presentato il rapporto per l’Alimentazione e l’agricoltura “Prospects and Food Situation” (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare). Quarantuno Paesi, 31 dei quali in Africa, continuano ad aver bisogno di assistenza alimentare esterna: Afghanistan, Bangladesh, Burkina Faso, Burundi, Capo Verde, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo, Repubblica Popolare Democratica di Corea, Repubblica Democratica del Congo, Gibuti, Eritrea, Eswatini, Etiopia, Guinea, Haiti, Iraq, Kenya, Lesotho, Liberia, Libia, Madagascar, Malawi, Mali, Mauritania, Mozambico, Myanmar, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Repubblica Araba di Siria, Uganda, Venezuela, Yemen, Zimbabwe.
La situazione è rimasta purtroppo invariata rispetto a tre mesi fa.

Africa Meridionale. Nello Zimbabwe e nello Zambia i raccolti sono diminuiti per il secondo anno consecutivo. In particolare, si prevede un notevole peggioramento dell’insicurezza alimentare nello Zimbabwe (dove a gennaio erano già tre milioni le persone a rischio) , aggravata dai forti picchi dei prezzi degli alimenti di base e dalla crisi economica.

Africa Orientale. La grave siccità ha avuto un impatto negativo sulla prima stagione di raccolti, comportando il degrado dei pascoli. Il rapporto indica che nel 2019 i principali cali di produzione cerealicola rispetto all’anno precedente, in termini relativi, sono attesi in Kenya, Somalia e Sudan, dove si prevedono raccolti inferiori alla media.

In Asia. Nella Repubblica Popolare Democratica di Corea è prevista una produzione di grano e orzo al di sotto della media 2018/19 e si teme per le principali colture del 2019, che verranno raccolte a ottobre, per le ridotte precipitazioni e la scarsa disponibilità di acqua per l’irrigazione. Secondo la recente Missione di valutazione rapida della sicurezza alimentare FAO/WFP, oltre 10 milioni di persone, pari al 40% della popolazione totale, sono tuttora in stato di insicurezza alimentare e hanno urgente bisogno di assistenza alimentare.  

Vicino Oriente. Le condizioni meteorologiche sono generalmente favorevoli alle colture, ma i conflitti in corso in Siria e  Yemen  continuano a ostacolare gravemente le attività agricole e fanno aumentare i costi di produzione. Nel periodo compreso tra dicembre 2018 e gennaio 2019, nello Yemen circa 15,9 milioni di persone (il 53% della popolazione) sono state colpite da una grave crisi di insicurezza alimentare acuta (fasi IPC 3 e superiori).

Previsioni positive per America Latina ed Europa. Si prevede un record di 274 milioni di tonnellate di grano in America Latina e Caraibi come conseguenza della forte ripresa della produzione di mais in Sud America, in larga misura conseguente all’incremento delle piantagioni e agli ottimi raccolti. Ripresa prevista anche nell’Unione Europea, nella Federazione Russa e in Ucraina, prevalentemente grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli e all’incremento delle piantagioni.

La peste suina africana. E’ una malattia infettiva che colpisce maiali domestici e cinghiali e si sta diffondendo in Asia orientale e sudorientale. A metà giugno è stata segnalata in 32 su 34 distretti amministrativi in Cina e oltre un milione  centomila suini sono morti o sono stati abbattuti. La malattia è stata inoltre segnalata in Vietnam, Cambogia, Mongolia, nella Repubblica Popolare Democratica di Corea e nella Repubblica Popolare Democratica del Laos, colpendo milioni di maiali.

Le cause della malattia. Secondo il rapporto dell’ONU la causa sarebbe la struttura artigianale del settore suinicolo che impedisce l’implementazione delle norme di biosicurezza necessarie per arrestare il diffondersi della malattia. Gli esperti zoosanitari ritengono che inevitabilmente la malattia si diffonderà oltremodo nei prossimi mesi mettendo in crisi la sicurezza alimentare dei vulnerabili agricoltori di sussistenza e determinando  l’impennata dei prezzi, mettendo a dura prova la sicurezza alimentare delle popolazioni più vulnerabili.


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