Gravemente ammalato, deve rinnovare il bancomat alla Posta ed è costretto, in nome delle regole burocratiche, ad andarci in ambulanza. Nell’era di internet – nonché nel periodo in cui le poste fanno anche le banche – può capitare che una persona impossibilitata a muoversi debba necessariamente svolgere una data pratica recandosi negli uffici del caso con le proprie gambe. E se questo non è proprio possibile, posto che l’interessato ha 80 anni e un tumore osseo-spinale e una frattura che lo ha tenuto fino all’altro giorno in ospedale, doverci andare in ambulanza, con tanto di concessione, da parte de funzionari, di espletare almeno la pratica direttamente sul mezzo di soccorso.

Ciriè, "Postamat rinnovabile solo di persona": anziano malato in barella va alle Poste in ambulanza

La figlia dell’uomo alle Poste con accanto l’ambulanza

È accaduto a un anziano artigiano di Ciriè: nella cittadina in provincia di Torino lui, e la sua famiglia, sono molto conosciuti perché gestisono una delle più antiche falegnamerie della zona. Da mesi l’uomo era ricoverato all’ospedale di Lanzo, a 12 chilometri da casa.  All’inizio di settembre scopre che il suo “postamat”, con cui pagava le sue spese con l’aiuto dei familiari, è scaduto. “Mio papà – racconta la figlia, Fiammetta Siletto – ci teneva a prelevare denaro dalla sua pensione per le sue piccole esigenze e per fare qualche regalino ai nipotini: così mi sono rivolta alle Poste di Ciriè, dove ha il conto da oltre vent’anni, chiedendo di poter svolgere la pratica di rinnovo al suo posto, allegando documenti, foglio dell’ospedale e delega firmata. Nulla da fare. Sono stati gentili, lo sottolineo, ma irremovibili: per riattivare il Postemat doveva per forza esserci lui, di persona. A questo punto ho chiesto che un funzionario potesse venire direttamente in ospedale, magari dagli uffici di Lanzo: niente da fare anche in questo caso”.

Caso apparentemente irrisolvibile. Senonché la figlia dell’uomo, dopo un mese di inutili trattative, ha un’idea: “Venerdì, quando l’hanno dimesso dopo una lunga degenza, ho chiesto agli ambulanzieri che lo avrebbero riportato a casa (l’uomo ha le ossa troppo fragili per camminare, ndr) che facesse tappa proprio a quegli uffici di Lanzo. Per fortuna quelli dell’ambulanza sono stati meno fiscali dei funzionari delle Poste: mi hanno detto di sì, così samo andati con il mezzo di soccorso fino all’ufficio postale. Lì un impiegato ha accettato di uscire e ha fatto firmare a mio padre i moduli all’interno dell’ambulanza, evitandogli perlomeno di entrare negli uffici”.

“La nostra – aggiunge la figlia – non vuole essere una denuncia, ma una riflessione sul fatto che certi enti così importanti dovrebbero contemplare la possibilità di venire incontro alle esigenze di persone tanto in difficoltà. Ce ne sono molte”. La risposta dell’Ufficio pubbliche relazioni di Poste Italiane: “È stato rispettato l’aspetto che tutela l’intestatario nella sua privacy e nella sua sicurezza. E’ un adeguamento al quale siamo tenuti per regolamento: del resto l’uomo era stato appena dimesso”.


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