BRUXELLES – Più emissioni nocive nel pianeta da fonti energetiche, ma l’Unione europea è in controtendenza. Nel 2018 le emissioni globali di anidride carbonica legate alla produzione di energia sono aumentate dell’1,7%, raggiungendo il massimo storico di 33,1 Gt di CO2. E’ quanto emerge dagli ultimi dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), che attribuiscono l’85% dell’aumento di emissioni a Usa, Cina e India, mentre l’Ue è in controtendenza. Nel 2018 a dispetto di una crescita dell’economia dell’1,8% la domanda di energia in Europa è cresciuta solo dello 0,2%, consentendo di ridurre le emissioni del settore dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Una congiuntura che l’Aie spiega soprattutto con l’evoluzione del mix energetico in Germania e Regno Unito, meno dipendente dal carbone, e sull’utilizzo sempre più importante di idroelettrico e nucleare in Francia. Tra le altre grandi economie mondiali, anche in Giappone si segnala una diminuzione delle emissioni.

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